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Strage a Nizza. L’ISIS rivendica l’attentato: “Era un nostro soldato”/ IL MESSAGGIO

sabato, 16 luglio 2016

Iraqi government forces clash with Islamic State (IS) group fighters in Fallujah on June 18, 2016 as they hunt down holdout jihadists after retaking the city which was IS's last remaining major hub in Iraq. While not fully under government control yet, Fallujah is the latest in a string of battlefield losses for IS, which has seen its two-year-old "caliphate" shrink significantly in recent months.  / AFP / STRINGER        (Photo credit should read STRINGER/AFP/Getty Images)

(Photo credit should read STRINGER/AFP/Getty Images)

L’attentato di Nizza avvenuto nella notte di giovedì, durante la festa del 14 luglio lungo la Promenades Des Anglais è stato causato essenzialmente da un uomo. Si sa che è un franco-tunisino, 31 anni, residente a Nizza. Si chiamava Mohamed Lahouaiej Bouhlel  e lavorava come corriere.

Dopo quasi 36 ore l’Isis ha rivendicato l’attentato. “E’ stato un soldato dello Stato islamico a compiere la strage sul lungomare di Nizza”, sostiene l’agenzia Amaq, affiliata all’Isis, che cita “fonti di sicurezza”.

Pare che l’attentatore fosse già noto alle forze dell’ordine locale, ma per piccoli crimini, nulla che potesse essere legato al terrorismo. E’ noto, putroppo, che i cosiddetti foreign fighters sono spesso tunisini e che tutta la zona del Mediterraneo sia un bacino a rischio per il reclutamento da parte dell’Isis. Insieme a lui è stata fermata l’ex moglie e altre 5 persone.

Cosa è successo a Nizza il 14 luglio?

Una strage accaduta poco dopo le 22.30 quando un camion si è scagliato ad alta velocità contro la folla raccolta per assistere ai fuochi d’artificio. Il tir, lungo 15 metri, è proseguito a zig zag nella Promenades des Anglais per uccidere più persone possibili, poi gli spari sulla folla.

Le forze dell’ordine, immediatamente sul posto, hanno sparato verso il camion uccidendo l’attentatore. Si tratta di un tunisino da sempre vissuto in Francia, classe 1985, già noto alle forze dell’ordine, ma per piccoli crimini.

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