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Paesi a rischio: ecco dove è meglio NON andare

sabato, 16 luglio 2016

 TIZIANA FABI/AFP/Getty Images)

TIZIANA FABI/AFP/Getty Images)

In vista delle prossima estate 2017 in molti si chiedono se ci sono dei posti dove è troppo rischioso andare. Il rischio è quello del terrorismo internazionale che negli ultimi anni con un incremento mostruoso, dovute ai cosiddetti lupi solitari, ha gettato nella paura gli occidentali. La dura realtà è che non esiste un Paese più sicuro degli altri. Non c’è un posto che può dirsi al riparo dal rischio.

Quello che emerge sempre più chiaramente dalla strategia del terrore messa in campo dall’ISIS è che il loro obiettivo è farci vivere nella paura, cambiare le nostre abitudini, cancellare i nostri valori, la nostra democrazia. Ucciderci e uccidere il sistema occidentale, che sì avrà fatto del male e avrà compiuto degli errori, anche madornali, ma si fonda su dei principi di civiltà, che a volte purtroppo noi stessi dimentichiamo.

E la paura ci spinge a chiuderci in casa, a limitarci,  a non muoverci, a non viaggiare. Ma così facendo facciamo quello che i terroristi vogliono, così facendo ci roviniamo la nostra vita, tradiamo la democrazia e i principi di civiltà che ci contraddistinguono.

Ma ci sono anche Paesi in cui è sconsigliabile andare per la situazione interna che stanno vivendo, che li rendono quindi poco sicuri.

Viaggiare è anche essere consapevoli e scegliere secondo il proprio sentire e nell’informazione di quello che accade. Ecco gli ultimi avvisi del nostro ministero degli Esteri su i Paesi al momento più a rischio.

I Paesi a più alto rischio terrorismo – maggio 2017

  • BELGIO –  Le Autorità belghe continuano a valutare la minaccia terrorista come “possibile e verosimile” sebbene “non imminente”. I connazionali sono invitati a esercitare massima prudenza negli spostamenti in luoghi pubblici, a tenersi aggiornati sulla situazione di sicurezza nel Paese e a seguire le indicazioni delle autorità locali.
  • FRANCIA – Lo stato di emergenza decretato dal Governo francese a seguito degli attentati terroristici di Parigi  è stato ulteriormente prorogato fino al 15 luglio 2017. Lo stato di emergenza prevede la possibilità per le forze di polizia di effettuare controlli straordinari alle frontiere.  Le Autorità francesi hanno intensificato i controlli ed hanno adottato altre misure considerate opportune nei luoghi ritenuti “sensibili” a possibili atti terroristici, come aeroporti, stazioni, metropolitane, grandi centri commerciali e, in generale, luoghi ad elevata frequentazione, a Parigi ed in altri centri urbani.
  • TURCHIA – Lo stato di emergenza, a seguito del tentato golpe militare dello scorso anno, è stato prorogato fino al 19 luglio 2017. Ciò significa che l’apparato di sicurezza del Paese è stato rafforzato con un incremento capillare dei controlli. Per i concittadini che si recano in Turchia si ricorda che questa situazione potrebbe creare problemi negli spostamenti e si invitano i nostri connazionali a fermarsi ad ogni posto di blocco, a frequentare strade principali, a portare sempre con sé i documenti.
    Oltre alla situazione interna, la Turchia è stata negli ultimi tempi vittima di numerosi attentati di diversa matrice. Le autorità operano uno stretto controllo, ma il rischio rimane elevato. Motivo per il quale il sito Viaggiare Sicuri invita i viaggiatori, soprattutto nei luoghi di attrazione turistica, ivi comprese le principali località balneari e le più note mete turistiche all’interno del Paese (es. la Cappadocia), accresciute misure di cautela, limitando gli spostamenti, evitando manifestazioni, celebrazioni e assembramenti, installazioni militari e delle Forze dell’ordine, luoghi ad elevata frequentazione, luoghi di culto ed associazioni e fondazioni a carattere religioso, nonché la rete metropolitana e dei trasporti pubblici, in particolare nei centri urbani, dove non può essere escluso il rischio di ulteriori attentati terroristici.
  • TERRITORI PALESTINESI – I Territori dell’Autonomia Palestinese costituiscono un’area di crisi che comporta rischi per la sicurezza dei viaggiatori. In Cisgiordania, si segnalano frequenti incidenti tra esercito israeliano e popolazione palestinese, le aree a nord di Jenin e Nablus e quelle nei dintorni di Hebron presentano livelli di rischio più elevato e continuano pertanto a essere sconsigliati viaggi in tali zone, soprattutto se intrapresi con iniziative improvvisate al di fuori di visite coordinate da organizzazioni locali. Per la città di Betlemme, occorre considerare che in occasione delle festività religiose il flusso dei visitatori aumenta notevolmente. Si raccomanda pertanto di organizzare con cura i soggiorni sui quali, soprattutto per i pellegrini, si potrà fare affidamento alle numerose strutture religiose in loco. Si sconsiglia pertanto nella maniera più assoluta l’ingresso nella Striscia di Gaza. Per quanti siano già presenti nella Striscia di Gaza, si sottolinea la necessità di uscirne al più presto e comunque di tenere costantemente aggiornato il Consolato Generale d’Italia a Gerusalemme riguardo il loro ingresso.
  • EGITTO –  In considerazione del deterioramento della generale situazione di sicurezza registrato nel Paese, si rinnova la raccomandazione di evitare i viaggi non indispensabili in Egitto in località diverse dai resorts situati a Sharm el-Sheik, sulla costa continentale del Mar Rosso, nelle aree turistiche dell’Alto Egitto e di quelle del Mar Mediterraneo,  ove mantenere comunque elevata la soglia di attenzione in quanto, seppur sottoposti a controllo da parte della autorità di sicurezza, non possono essere considerati completamente immuni  da possibili minacce.
  • TUNISIA – Lo stato di emergenza decretato nel 2015 è stato prorogato in varie occasioni e da ultimo rinnovato fino al 16 maggio 2017. Le principali arterie stradali nel Paese e nella capitale sono soggette ad un’elevata sorveglianza, anche attraverso posti di blocco. Un dispiegamento di forze dell’ordine è presente anche sulle principali arterie stradali del Paese, nelle principali aree urbane e nella Capitale. Sono attivi posti di blocco con personale di polizia armato – anche in borghese – con il quale si raccomanda di collaborare pienamente. Le autorità competenti hanno inoltre effettuato un crescente numero di operazioni volte all’individuazione ed allo smantellamento di cellule terroristiche dedite anche al traffico d’armi, eseguendo numerosi arresti.

 

 

 

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