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Torna l’era glaciale, ecco quando…

lunedì, 11 luglio 2016

Polo Nord (iStock)

Polo Nord (iStock)

Era Glaciale. Nei prossimi anni, tornerà l’era Glaciale. No, non il film di animazione, ma il periodo geologico in cui la Terra si ricopre di ghiaccio. Lo ha annunciato il National Astronomy Meeting di Llandudno, in Galles, secondo il quale tra il 2030 e il 2040 si verificherà sulla Terra una glaciazione. Il fenomeno si dovrebbe verificare a causa di un calo dell’attività solare fino al 60%.

Questo, secondo alcune fonti di informazione, dovrebbe far precipitare le temperature sul nostro Pianeta. Tanto che c’è chi parla di gelate che dureranno 12 mesi, tutto l’anno, sia in estate che in inverno. E’ stato fatto l’esempio del fiume Tamigi, le cui acque si ghiacceranno come quelle dei fiumi in Alaska o Canada. Vedremo le persone percorrere il Tamigi con le slitte trainate da cani? Come nei racconti sul Grande Nord di Jack London?

Non è un’ipotesi così peregrina se si tiene presente che un fenomeno simile, con il Tamigi ghiacciato, si verificò già in Europa, dalla metà del XVI alla metà del XIX secolo, ed è conosciuto come “Piccola era glaciale” o piccola glaciazione. Durante questo periodo ci fu un brusco abbassamento della temperatura media terrestre nell’emisfero settentrionale, soprattutto con inverni molto rigidi. Il fiume Tamigi, i canali dei Paesi Bassi congelarono spesso durante l’inverno – non dunque 12 mesi all’anno. Nel 1780, in inverno le acque del porto di New York congelarono, consentendo di andare a piedi da Manhattan a Staten Island. Si parla di Europa del Nord e di Nord America, perché la documentazione dettagliata su questo fenomeno riguarda prevalentemente queste zone del mondo.

Durante la la piccola era glaciale fu osservata anche una riduzione dell’attività solare. In particolare, nel periodo compreso tra il 1645 e il 1715, quello centrale, le macchie solari rilevate furono stranamente poche, addirittura ci furono alcuni anni senza alcuna macchia. Questo periodo di ridotta attività solare è conosciuto come minimo di Maunder e corrispose al periodo più rigido della piccola glaciazione.

Ecco spiegato il motivo per cui nei prossimi anni, con una ridotta attività solare le temperature della Terra potrebbero scendere, con inverni più rigidi. Ma è sono escludere gelate anche in estate. Soprattutto non è corretto affermare che con la ridotta attività solare il sole perderà il 60% del suo calore o della sua luce. Su questo punto sono state pubblicate vere e proprie notizie allarmistiche.

Era glaciale e ciclo solare

Lo studio sulla ridotta attività solare, a partire dal 2030, è stato condotto dalla professoressa Valentina Zarkhova e si basa sul normale ciclo solare. Ciascun ciclo dura in media 11 anni, durante questo periodo varia il numero delle macchie solari, da un minimo ad un massimo. Lo studio di Zarkhova ha elaborato un nuovo modello, secondo il quale la dinamo che genera il campo magnetico dell’attività del sole, e quindi il ciclo solare, non è unica, ma doppia: una più in profondità e una più superficiale. Secondo La prof. Zarkhova, durante il 26° ciclo del sole, compreso nel decennio 2030-2040, le due onde di attività della nostra stella, quella superficiale e quella più profonda, andranno completamente fuori sincronia raggiungendo i rispettivi picchi nello stesso momento ma su emisferi opposti del Sole, con la conseguenza di annullare l’attività solare.

Un concetto piuttosto complesso, ma che serve per spiegare e soprattutto sfatare la notizia allarmistica che circola in questi giorni e che, peraltro, non è nuova. E’ ancora tutto da dimostrare che il fenomeno dell’annullamento dell’attività solare si verificherà e soprattutto quale effetto potrà avere sul clima terrestre.

Il video qui sotto spiega meglio il fenomeno.

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