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Attentato a Dacca: strage di italiani e giapponesi

sabato, 2 luglio 2016

Attentato terroristico a Dacca, Bangladesh (STR/AFP/Getty Images)

Attentato terroristico a Dacca, Bangladesh (STR/AFP/Getty Images)

Attentato a Dacca: una mattanza. Purtroppo con il passare delle ore le notizie sul terribile assalto al ristorante nel centro di Dacca, capitale del Bangladesh, si sono fatte più drammatiche. L’attacco era iniziato ieri sera intorno alle 20.45 ora locale, quando in Italia erano ancora le 16.45. Un commando di terroristi islamisti, forse appartenenti all’Isis, aveva fatto irruzione nel ristorante Holey Artisan Bakery, nel quartiere diplomatico della città, vicino all’ambasciata italiana. I terroristi hanno prima ucciso due poliziotti locali, poi hanno preso in ostaggio una trentina di persone. Tra queste c’erano anche diversi italiani, oltre a cittadini di altre nazionalità. Pare che i terroristi siano entrati nel locale al grido di “Allah akbar” (Allah è grande).

Dopo un assedio di diverse ore, alle 7.40, ora del Bangladesh, le 3.40 in Italia, è scattato il blitz delle teste di cuoio. Durante l’operazione sono stati uccisi 6 terroristi, uno è stato arrestato, mentre altri sarebbero fuggiti. Il commando sarebbe stato formato da circa 9 o 10 terroristi. La polizia è riuscita a liberare 18 ostaggi. Le persone catturate dai terroristi erano in prevalenza italiani, giapponesi e indiani.

Le vittime dell’attentato a Dacca sarebbero una ventina: 20 civili uccisi tra le persone che ieri sera erano a cena nel ristorante Holey Artisan Bakery. Tra di loro c’erano 11 italiani. Solo uno si è salvato, per puro caso. Si tratta di Gianni Boschetti, un imprenditore che era a cena nel locale e che era uscito per fare una telefonata poco prima dell’assalto. Scampato alla mattanza anche lo chef del ristorante, un argentino di origini italiane. Tutti gli altri nostri connazionali che erano all’interno sono morti. La Farnesina sta diffondendo i loro nomi i queste ore. Il primo nome reso pubblico è quello di Cristian Rossi, 47 anni, imprenditore, sposato e padre di due gemelline di 3 anni, originario della provincia di Udine.

Le altre vittime sono in prevalenza giapponesi. Stando ai terrificanti racconti dei sopravvissuti, i terroristi uccidevano chi non sapeva recitare versi del Corano. Le esecuzioni sono state spietate: le vittime sono state torturate e uccise con armi da taglio.

L’Italia tutta insieme, tutta unita, piange i nostri connazionali uccisi a #Dacca. I nostri valori sono più forti dell’odio e del terrore“, è stato il messaggio del Presidente del Consiglio Matteo Renzi. “Piangiamo lacrime di solidarietà e cordoglio – ha aggiunto -, ma è anche il momento di lanciare un messaggio di determinazione: l’Italia non arretra davanti alla follia di chi vuole disintegrare la vita quotidiana, siamo colpiti ma non piegati“.

Un messaggio di cordoglio è arrivato anche dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in viaggio verso il Messico per una visita di Stato. Anche Papa Francesco ha condannato l’attentato a Dacca. Il Papa è “profondamente rattristato dalla violenza insensata perpetrata contro vittime innocenti a Dacca, esprime di cuore le proprie condoglianze e condanna questi atti barbari come offese contro Dio e contro l’umanità”, ha riferito il segretario di Stato Pietro Parolin.

Attentato a Dacca. Il blitz delle forze speciali – VIDEO

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