ViaggiNews

Strage a Orlando: emerge il pericoloso retroscena dopo l’attacco

lunedì, 13 giugno 2016

Lights from police vehicles light up the scene infront of the Pulse club in Orlando, Florida on June 12, 2016.  Fifty people died when a gunman allegedly inspired by the Islamic State group opened fire inside a gay nightclub in Florida, in the worst terror attack on US soil since September 11, 2001. / AFP / Mandel Ngan        (Photo credit should read MANDEL NGAN/AFP/Getty Images)

(Getty Images)

È stata una delle stragi più tragiche e sanguinose della storia USA. Nella notte tra sabato e domenica, ad Orlando, un uomo armato ha fatto irruzione in un locale gay di Orlando uccidendo 50 persone, ferendone 53 e, come se non bastasse, in serata a rivendicare il folle gesto, è intervenuto l’ISIS.

COSA È SUCCESSO

Terrore ad Orlando dove una serata normale di divertimento in un famoso locale gay, il “Pulse”, si è trasformata in una notte di spari e sangue. Un uomo è entrato nel locale infatti ed ha iniziato a sparare uccidendo 50 persone e ferendone 53. Dopo si è barricato all’interno, tenendo con sé degli ostaggi e minacciando anche di far esplodere una bomba che porterebbe con sè.

La Polizia ha aggiornato, momento dopo momento, le persone dell’accaduto tramite Twitter e, proprio tramite i social, molti ostaggi hanno informato la polizia su cosa stava succedendo all’interno e chiedono aiuto. Dopo diverse ore la polizia è intervenuta e ha ucciso il killer.

CHI È IL KILLER

A compiere questo gesto tremendo è stato Omar Mateen, 30enne americano di origine afghane, il cui padre ha dichiarato che il movente che ha mosso il figlio è stato l’odio contro i gay. In serata poi è arrivata però la rivendicazione dello Stato Islamico tramite l’agenzia stampa del Califfato: “L’attacco che ha preso di mira il gay club di Orlando, in Florida, e che ha provocato 100 tra morti e feriti, è stato compiuto da un combattente dello Stato islamico”.

Tags:

Altri Articoli Interessanti: