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A Napoli c’è un luogo maledetto ma bellissimo

lunedì, 23 maggio 2016

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L‘isola di Gaiola, vicino a Posillipo viene soprannominata “l’isola maledetta”: qualche secolo fa era attaccata alla terraferma, ma ora si può raggiungere con qualche bracciata a nuoto. Nel XVII secolo viveva un eremita  chiamato “Lo Stregone” che viveva grazie all’elemosina che gli davano i pescatori. Dopo la sua morte, sull’isola fu costruita una bellissima villa, abitata negli anni Venti da uno svizzero, Hans Braun, trovato morto e avvolto in un tappeto; anche la moglie fece la stessa fine: morì infatti annegata in mare. Il successivo proprietario, il tedesco Otto Grunback,  morì d’infarto in casa. E ancora: l’industriale Maurice-Yves Sandoz  morì suicida in un manicomio in Svizzera così come il barone Paul Karl Langheim, finito sul lastrico per le feste che organizzava sull’isola.

Uno degli ultimi proprietari dell’isola fu Gianni Agnelli, che vide morire diversi suoi famigliari, tra cui il giovane nipote Giovannino Agnelli, figlio del fratello Umberto, erede della Piaggio e morto per un tumore raro a soli 33 anni. E ancora a Paul Getty, il cui nipote venne rapito. Infine abbiamo
In ultimo l’isola è appartenuta a Gianni Agnelli che subì la morte di molti familiari e a Paul Getty il cui nipote fu sequestrato in quegli anni. La storia finisce con Gianpasquale Grappone, anch’esso fallito con la propria società. 

Oggi l’isola e la villa sono di proprietà della Regione Campania: per raggiungerla si può accedere all’aerea area marina protetta Parco Sommerso della Gaiola esibendo un documento. Nell’aerea protetta si può accedere al massimo in 100 persone. 

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