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Porto Badisco, spettacolare caletta del Salento

lunedì, 18 aprile 2016

Porto Badisco, Salento (Di Hydruntum, CC BY-SA 3.0, Wikipedia)

Porto Badisco, Salento (Di Hydruntum, CC BY-SA 3.0, Wikipedia)

Porto Badisco incantevole spiaggia del Salento. Tra le meraviglie della penisola salentina le più conosciute sono Punta Prosciutto e Torre Lapillo, ma questa parte di Puglia, il tacco d’Italia, è piena di posti stupendi e spiagge che nulla hanno da invidiare ai paradisi tropicali.

Vi segnaliamo l’incantevole Porto Badisco, una caletta che si affaccia sulle acque del Mar Adriatico meridionale, a metà strada tra Otranto, a nord, e Santa Cesarea, a sud. Qui le rocce e la macchia mediterranea cingono uno specchio d’acqua limpido e azzurro. Uno scenario spettacolare che lasciò pieno di stupore anche Virgilio, che dedicò a questo luogo alcuni versi dell’Eneide: “Dove due rocce spumeggiano d’acqua salata, mentre il porto rimane nascosto“.

Secondo un’interpretazione dell’Eneide, Porto Badisco sarebbe stato il primo approdo di Enea in Italia dopo la fuga da Troia. Anche se il poema descrive un luogo popolato, con un tempio dedicato a Minerva frigia posto molto in alto rispetto alla costa e con un porto ad arco difeso da uno scoglio. Elementi che spingono a ritenere che la località dove sbarcò Enea fu piuttosto il porticciolo romano di Castro, a 15 km più a sud, dove è documentato il culto della dea Minerva e dove un anno fa gli archeologi hanno rinvenuto i resti di una statua risalente al IV secolo a.C. che potrebbe raffigurare proprio la dea Minerva.

Porto Badisco si trova nel territorio Comune di Otranto, da cui dista circa 8 km e fa parte del Parco della costa di Otranto-Santa Maria di Leuca e del bosco di Tricase, istituito nel 2006 a salvaguardia de

Su Google Maps trovate anche una foto a 360° di questo luogo meraviglioso: a questa pagina.

A Porto Badisco si trova la Grotta dei Cervi, scoperta nel 1970 ma non accessibile al pubblico dove si trovano antichissimi disegni sulla roccia risalenti al Neolitico, tra il 4.000 ed il 3.000 a.C.. I disegni, o pittogrammi, sono stati realizzati con guano di pipistrello e ocra rossa e rappresentano cacciatori, diversi animali, oggetti, simboli magici, geometrie astratte e molte scene di caccia ai cervi, da cui deriva il nome della grotta. Uno dei disegni più famosi è il cosiddetto Dio che balla, che raffigura uno stregone danzante. Qui si trovano inoltre anfratti e calette di grande bellezza.

Scendendo verso Santa Cesarea si trova la “Grotta delle Striare”, la grotta delle streghe, con una entrata attraversata in diagonale da una lingua di roccia.

Si raggiunge Porto Badisco percorrendo la strada provinciale n. 87 da Otranto oppure da Lecce la strada statale 16 fino a Palmariggi e da qui la strada provinciale 59 fino a Minervino di Lecce, proseguendo per la sp 56 fino a Uggiano La Chiesa e poi la sp 358 fino a Porto Badisco.

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