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Pubblicità della Calabria, il Codacons: “è troppo brutta ritiratela!”

mercoledì, 6 aprile 2016

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Una pubblicità, per funzionare, deve essere invitante. Deve esprimere dei valori positivi, attrarre, creare desiderio. Quando si deve pubblicizzare una regione il compito sembra piuttosto facile: basta fotografare un posto bellissimo e già metà del lavoro è fatto. Eppure la pubblicità di una regione splendida, come la Calabria, e di un luogo meraviglioso, come l’Arco Magno di Arcella, apparsa sulla rivista di bordo della compagnia aerea Ryanair è quanto mai superficiale, piena di incuria e pacchiana. Vi chiederete: ma come si fa a rendere brutta l’immagine di un posto splendido?

Presto detto: prendete un’immagine di codesto posto, aggiungete dei bagnanti di spalle a cui da uno escano dal costume buona parte della natiche, aggiungete delle ciabatte e un telo da mare su uno scoglio così per incoraggiare e sottolineare l’incuria per la natura. Fatto? Benissimo. Ora fate il claim: usate un font banale come l’Arial, mettete dei puntini a caso e non usate il maiuscolo. Ah, e non centratelo rispetto alla foto. Fatto? Ottimo. Ora per completare un paio di errori battitura, tipo una r dopo la parola aeroportuale, ed il gioco è fatto.

Questa pubblicità non è sfuggita al popolo del web e alla famosa blogger Selvaggia Lucarelli che ha giustamente criticato la pubblicità ricevendo una valanga di like e condivisioni. Il Codacons ha deciso allora di denunciare la pubblicità alla magistratura contabile, chiedendo di aprire una indagine per verificare se la pagina sia stata pagata dalla Regione Calabria e, in tal caso, quanto abbia speso l’amministrazione per commissionare e pubblicare una pubblicità realizzata in modo approssimativo e superficiale, che rischia di danneggiare seriamente il turismo locale.

“Questa pagina pubblicitaria rischia di fornire una immagine distorta della Calabria e delle bellezze del territorio, a danno del turismo locale – ha spiegato il Codacons – Non sappiamo chi l’abbia realizzata e quanto sia costata, ma chiediamo oggi il suo ritiro immediato da ogni rivista o testata e con un esposto alla Corte dei Conti invitiamo la magistratura contabile a verificare chi abbia pagato il messaggio, quale società lo abbia realizzato e, qualora sia stato pagato con i soldi dei cittadini calabresi, chiediamo che venga disposto l’immediato recupero delle risorse spese”.

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