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Ecco dove Cenerentola ha perso la scarpetta

giovedì, 11 febbraio 2016

Lo Scalone d'onore di Palazzo Reale a Napoli (Thinkstock)

Lo Scalone d’onore di Palazzo Reale a Napoli (Thinkstock)

Un luogo da favola, imponente e monumentale, è lo Scalone d’onore di Palazzo Reale a Napoli. Qui, secondo una leggenda la bella Cenerentola avrebbe perso la sua scarpetta, mentre fuggiva dalla festa di ballo a palazzo allo scoccare della mezzanotte.

Forse non lo sapete, ma la favola di Cenerentola è ambientata a Napoli, scritta da Giambattista Basile (1566-1632) con il titolo di “La gatta Cenerentola” e pubblicata nella raccolta di favole in napoletano Lo cunto de li cunti (Il racconto dei racconti), uscita tra il 1634 e il 1636, dopo la morte del suo autore. La favola che conosciamo tutti come opera dello scrittore francese Charles Perrault (1628 – 1703), poi portata sugli schermi cinematografici dal cartone animato di Walt Disney, riprende proprio il racconto di Basile, la prima versione scritta di Cenerentola, che è in realtà una fiaba antichissima, appartenente all’eredità culturale di molti popoli, forse originaria della Cina, e raccontata in molte versioni. Quella di Perrault è la più dolce ed elegante e rimuove alcuni degli aspetti più cruenti della versione di Basile, dove Cenerentola arriva perfino ad uccidere la matrigna. Perrault, poi, introduce la scarpetta di cristallo, che nella versione originaria era di pelliccia. In quella dei fratelli Grimm, invece, la scarpetta è d’oro.

Che sia di pelliccia o di cristallo, Cenerentola potrebbe aver perso la sua scarpetta proprio mentre scendeva di corsa la scalinata di Palazzo Reale, la reggia della città di Napoli che potrebbe aver ispirato Giambattista Basile, originario di Giugliano, a pochi chilometri di distanza dal capoluogo campano.

Nel 1600, infatti, quando lo scrittore era in vita, iniziò la costruzione di Palazzo Reale di Napoli. L’iniziativa fu dei Viceré della città che vollero per sé e per i soggiorni a Napoli del Re di Spagna Filippo III d’Asburgo una residenza spaziosa, lussuosa e confortevole, diversa dai castelli fortificati nei quali avevano vissuto i sovrani angioini e aragonesi. Palazzo Reale fu progettato dall’architetto Domenico Fontana, che realizzò una residenza in stile tardo-rinascimentale con colonne e ornamenti classici sulla facciata, un cortile centrale quadrato con portico al pian terreno e  una loggia interna sui quattro lati al primo piano.

Palazzo Reale di Napoli (Miguel Hermoso Cuesta. CC BY-SA 4.0 via Commons)

Palazzo Reale di Napoli (Miguel Hermoso Cuesta. CC BY-SA 4.0 via Commons)

Il Palazzo maestoso si affaccia sull’area monumentale vicino a Piazza del Plebiscito, tra il Teatro San Carlo e la Biblioteca Nazionale di Napoli Vittorio Emanuele III, al margine meridionale della città antica. La reggia avrà sicuramente ispirato anche Giambattista Basile, ma riguardo alla famosa scalinata, va precisato che la sua realizzazione fu successiva alla morte dello scrittore. L’imponente Scalone d’onore fu progettato infatti solo nel 1651 da Francesco Antonio Picchiatti e in seguito sistemato e decorato da Gaetano Genovese tra il 1838 e il 1858. Quindi la scalinata esistente all’interno del palazzo all’epoca di Basile era molto differente a quella che possiamo ammirare oggi.

Lo Scalone d’onore è magnificamente decorato con marmi bianchi e rosati, bassorilievi allegorici e trofei militari. È illuminato da grandi finestroni e ha una raffinata balaustra in marmo traforato. Anche se ancora non c’era all’epoca di Giambattista Basile, vogliamo immaginare che Cenerentola si corsa via allo scoccare della mezzanotte lungo questa bellissima scalinata.

Scalone di Palazzo Reale a Napoli (Di Armando Mancini. CC BY-SA 2.0 via Wikicommons)

Scalone di Palazzo Reale a Napoli (Di Armando Mancini. CC BY-SA 2.0 via Wikicommons)

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