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Virus Zika: salgono i casi in Italia, in Colombia i primi morti

sabato, 6 febbraio 2016

Aedes aegypti, la zanzara che trasmette il virus Zika (MARVIN RECINOS/AFP/Getty Images)

Aedes aegypti, la zanzara che trasmette il virus Zika (MARVIN RECINOS/AFP/Getty Images)

Mentre Alitalia annuncia il rimborso totale del biglietto aereo alle donne incinte e ai loro accompagnatori che avevano in programma un viaggio nei Paesi colpiti dall’epidemia del virus Zika, e dove le autorità sanitarie internazionali hanno fortemente sconsigliato alle gestanti di viaggiare, salgono i casi di contagio in Italia.

Dopo i primi quattro casi segnalati, che risalgono però a maggio del 2015, è stata diffusa la notizia di altri 5 casi nel nostro Paese. Si tratta di persone che hanno contratto il virus in viaggi all’estero. A Roma è stato ricoverato un paziente all’istituto Spallanzani, specializzato nelle malattie infettive e dove erano già stati trattati i casi italiani di Ebola, mentre l’ultimo caso riguarda una persona di ritorno da un viaggio nella Repubblica Dominicana, che è stata curata all’Ospedale civile di Venezia. Tutti i pazienti italiani sono guariti.

A preoccupare invece è il caso di una donna incinta in Spagna a cui è stato diagnosticato il virus Zika. Si tratta di una paziente alla 13^ settimana di gestazione che abita in Catalogna La donna era rientrata da un viaggio in Colombia, dove ha contratto il virus. Le condizioni della donna comunque sono buone e per ora non hanno richiesto il ricovero in ospedale.

Proprio in Colombia si sono registrati i primi decessi dovuti al virus. Le autorità sanitarie hanno riferito che si tratta di tre pazienti che dopo il contagio di Zika sono stati colpiti dalla sindrome di Guillain-Barré, una malattia rara in cui il sistema immunitario attacca quello nervoso, portando ad una infiammazione con progressiva paralisi agli arti. Sembra così confermato il timore iniziale che il virus Zika possa portare a malattie neurologiche negli adulti, oltre al rischio sempre più concreto di microcefalia nei feti di donne infette.

Dagli Stati Uniti, invece, è arrivata la notizia del primo caso di trasmissione per via sessuale. Si tratta di un caso avvenuto in Texas di una persona contagiata dopo aver avuto un rapporto sessuale con un partner appena tornato da un viaggio in Venezuela, dove aveva contratto Zika. Il Venezuela, insieme al Brasile e alla Colombia è uno dei Paesi più colpiti dal virus.

Nel frattempo, alcuni ricercatori brasiliani dell’Istituto Fiocruz di Rio de Janeiro, il principale centro di ricerca del Brasile, hanno scoperto tracce del virus Zika nella saliva e nell’urina, anche se, fanno sapere, non ci sono prove che il virus possa essere trasmesso anche attraverso questi fluidi corporei.

L’allerta internazionale, comunque, rimane alta alla luce dei nuovi casi, delle forme di contagio e delle nuove conseguenze a cui il virus può portare.

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