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Chiusura basi Ryanair in Italia: le ultime notizie

giovedì, 4 febbraio 2016

Ryanair (PHILIPPE HUGUEN/AFP/Getty Images)

Ryanair (PHILIPPE HUGUEN/AFP/Getty Images)

La notizia che la compagnia aerea irlandese Ryanair avrebbe chiuso alcune basi e tagliare in Italia è stata accolta con sconcerto e disappunto da molti.

La compagnia low cost ha fatto sapere che chiuderà le sue basi di Alghero e Pescara, a taglierà alcune rotte e chiuderà tutti i voli di Crotone. Motivo di una decisione così drastica? L’aumento dal 1° gennaio 2016 delle tasse municipali aeroportuali di 2,5 euro, che passano così d agli attuali 6,5 a 9 euro a passeggero. Un aumento serve per finanziare gli ammortizzatori sociali per ex dipendenti di Alitalia. Un aumento delle tasse che evidentemente è eccessivo per Ryanair, nonostante nell’ultimo trimestre del 2015 la compagnia abbia più che raddoppiato i suoi profitti rispetto allo stesso periodo del 2014, passando da 49 milioni a 103 milioni di euro. Un risultato ottenuto soprattutto grazie al calo del prezzo del petrolio.

Se Ryanair taglia gli scali di Alghero, Crotone e Pescara, tuttavia, aumenta le tratte da Roma-Fiumicino, Milano-Malpensa e Bergamo-Orio al Serio. Qui evidentemente l’aumento non pesa, nonostante per Roma le tasse municipali aeroportuali salgano a 10 euro a passeggero. Da Roma le nuove rotte Ryanair partiranno per Lanzarote, Norimberga, Praga e Sofia, verranno introdotti nuovi collegamenti invernali per Alicante, East Midlands, Malaga e Trapani  e potenziate le tratte per Atene, Bari, Berlino, Bruxelles, Budapest, Edimburgo e Manchester. Da Milano Malpensa e Bergamo Orio al Serio le nuove rotte sono per Amburgo, Bruxelles, Catania, Danzica, Gran Canaria, Norimberga, Praga, Sofia e Timisoara, verranno poi incrementati i voli per Bucarest, Lanzarote, Madrid, Malaga, Manchester, Vilnius e Varsavia.

Se aumentano le tratte negli scali principali, mentre altre vengono potenziate, viene da pensare che la chiusura delle basi di Alghero, Pescara e Crotone per colpa dell’aumento delle tasse sia soltanto una scusa, forse per liberarsi di scali poco redditizi. C’è infatti chi sostiene che la decisione fosse già stata presa da tempo e che rientri in un piano più ampio della compagnia che prevede la chiusura di basi anche in altri scali europei.

Intanto, però, i cittadini direttamente colpiti da tale decisione non ci stanno e gli abruzzesi hanno già lanciato delle petizioni online per invitare Ryanair a ripensarci sulla chiusura della base di Pescara. Sono due le petizioni aperte sul portale specializzato Change.org. La prima “Ryanair, non abbandonare l’aeroporto di Pescara!“, ha raccolto quasi 2.000 firme; la seconda “Evitiamo la cancellazione delle rotte Ryanair dall’aeroporto d’Abruzzo“, ha ottenuto appena 150 adesioni. Gli abruzzesi sperano di evitare l’abbandono di Ryanair.

Valeria Bellagamba

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