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La Spada nella Roccia si trova in Italia. Ecco dove

martedì, 5 gennaio 2016

Abbazia di San Galgano (Foto di Cops62. Licenza CC BY-SA 3.0 via Wikimedia Commons)

Abbazia di San Galgano (Foto di Cops62. Licenza CC BY-SA 3.0 via Wikimedia Commons)

La suggestiva Abbazia di San Galgano è il rudere di un’abbazia cistercense situata nella campagna di Chiusdino, piccolo comune di provincia di Siena. La costruzione della chiesa iniziò nel 1218 come parte di un complesso monastico in onore di San Galgano, il santo del luogo che visse nel vicino eremo di Montesiepi, dove morì nel 1181.

La storia di San Galgano è una vera e propria leggenda medievale. Il santo, il cui nome era Galgano Guidotti (anche se sul cognome ci sono dei dubbi), nacque nel 1148 da una nobile famiglia locale e diventò cavaliere, in un’epoca di lotte intense e feroci tra i signori locali per il dominio di Siena e del territorio circostante. Dopo una gioventù sregolata e dissoluta Galgano Guidotti, nel giorno di Natale del 1180, si convertì al cristianesimo, ritirandosi ad una vita da eremita. Un cambiamento drastico che ricorda quello che avrebbe fatto più tardi anche San Francesco, guarda caso nato proprio nell’anno della morte di San Galgano.

La Spada nella Roccia di San Galgano (Wikipedia)

La Spada nella Roccia di San Galgano (Wikipedia)

Per segnare con un gesto forte ed emblematico il momento della sua conversione, San Galgano salì sul colle di Montesiepi e qui conficcò la sua spada nella roccia, allo scopo di trasformare l’arma in una croce. La Spada nella Roccia è ancora conservata nell’eremo di Montesiepi dove in onore del santo fu costruita una cappella, successivamente ampliata nei secoli, conosciuta anche con il nome di Rotonda di Montesiepi. All’interno della Cappella dedicata a San Galgano è conservata sotto un teca in plexiglas una spada medievale, corrosa dal tempo, di cui sporgono l’elsa e parte della lama, proprio a formare una croce. La Spada nella Roccia italiana è al centro di leggende e ricostruzioni fantasiose, con collegamenti al mito di Re Artù e i Cavalieri della Tavola Rotonda. È un’attrazione turistica molto popolare.

La vicina Abbazia di San Galgano, edificata sulla piana del fiume Merse, sotto il colle dell’ermo di Montesiepi, fu consacrata nel 1288. Era una chiesa imponente e molto ricca, tanto da suscitare gli interessi della vicina Repubblica di Siena. Sfortunatamente alterne vicende, tra cui carestie, la peste nera del 1348 e i saccheggi, segnarono l’inizio del decadimento dell’Abbazia e decimarono la comunità dei monaci che l’abitavano e che l’abbandonarono. In seguito, gestioni scellerate nel corso del XVI secolo peggiorarono la decadenza dell’edificio, con i primi crolli delle volte delle navate, finché l’Abbazia si trovò senza finestre né tetto. La chiesa rimase in stato di abbandono fino all’Ottocento quando si decise il recupero. Infine, con il restauro conservativo avviato nel 1924 da Gino Chierici, la struttura esistente fu messa in sicurezza e consolidata, evitando ricostruzioni postume, lasciando solo le mura dell’Abbazia. Oggi di San Galgano rimangono le mura esterne e quelle interne che dividono le navate, una sorta di scheletro senza finestre, dove cresce l’erba su quello che una volta era il pavimento.

Un vista di stupefacente bellezza e carica di misticismo per chiunque visiti questa meraviglia dell’architettura religiosa italiana.

L’ Abbazia di San Galgano è stata magistralmente ripresa nel film Nostalghia (1983) del regista Russo Andrej Tarkovskij, che vi mostriamo in un video qui sotto.

Valeria Bellagamba

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