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Attacco in un hotel in Mali: 9 morti e 170 ostaggi, fra loro dipendenti dell’Air France

venerdì, 20 novembre 2015

ISKANDARIYA, IRAQ - JULY 19: U.S. soldiers with the 3rd Armored Cavalry Regiment patrol a new ditch they have dug to protect the base from attack on July 19, 2011 in Iskandariya, Babil Province Iraq. As the deadline for the departure of the remaining American forces in Iraq approaches, Iraqi politicians have agreed to meet in two weeks time in order to give a final decision about extending the U.S. troops' presence beyond the end of the 2011 deadline. Violence against foreign troops has recently picked-up with June being the worst month in combat-related deaths for the military in Iraq in more than two years. Currently about 46,000 U.S. soldiers remain in Iraq.  (Photo by Spencer Platt/Getty Images)

Getty Images

Si continua ad aver paura nel mondo per via degli attentati terroristici che, questa mattina, hanno colpito il Mali. Questa nazione è a forte influenza francese e l’attacco è ancora più raccapricciante proprio per questo. Ad essere sotto attacco è l’hotel internazionale Radisson Blue della capitale Bamako.

L’assalto all’hotel è avvenuto con armi da fuoco e granate. Sono state prese in ostaggio 170 persone di cui 140 ospiti e 30 membri dello staff. Nessuno può entrare o uscire, i terroristi hanno sigillato gli ingressi e non pare stiano trattando con le autorità locali. Si parla già di 9 morti e, alcuni di questi, sarebbero stranieri. Le autorità stanno infatti lavorando per cercare di stilare un elenco delle persone coinvolte in questo brutale attacco. Fra loro potrebbero esserci militari dell’ONU e dipendenti della Air France.

Gli assalitori avrebbero inneggiato ad Allah e dopo avrebbero iniziato a sparare granate. Pare siano arrivati all’hotel a bordo di auto diplomatiche, probabilmente rubate, al fine di non destare sospetti visto che l’hotel si trova proprio in una zona dove si trovano diversi uffici politici.

Il presidente del Mali, Idriss Déby Itno, ha dichiarato: “Condanno nella maniera più ferma possibile questo atto barbaro che non ha niente a che vedere con la religione”.

Come scrive Repubblica: “Il vasto deserto settentrionale del Mali è funestato da rivalità etniche e da una guerriglia fondamentalista: dal colpo di stato del 2012, si fatica moltissimo a ristabilire una condizione di pace. Gli estremisti islamici riuscirono a prendere il controllo del Nord del paese nel 2012. Per liberare queste aree scese in campo la Francia che intervenne militarmente nel 2013. Bombe francesi furono lanciate su quei territori occupati dai fondamentalisti islamici, segnando l’inizio della guerra dell’ Europa contro Al Qaeda in Africa. I gruppi estremisti furono mandati via dalle città del Nord, ma l’area continua a rimanere poco sicura e quest’anno si sono verificati diversi attacchi”

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