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Egitto, Tunisia, Marocco, ma anche Londra e Parigi: i luoghi da cui scappano i turisti

sabato, 7 novembre 2015

Getty Images

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Dopo l’aereo russo precipitato sabato scorso sul Sinai a pochi minuti dal decollo da Sharm-el- Sheik (e che ha causato la morte di 224 persone compresi 10 bambini) a causa – pare – di una bomba piazzata dentro una valigia dall’Isis, l’allerta per i voli diretti verso l’Egitto, ma non solo, è alta. Easyjet ha sospeso i voli da Milano per il Mar Rosso, così come British Airways  e la tedesca Eurowings, sussidiaria della Lufthansa.

Se l’82% dei morti per terrorismo nel mondo è avvenuto soprattutto in cinque Paesi – Afghanistan, Pakistan, Iraq, Nigeria e Siria – a causa di attentati suicidi, è vero che nel resto del Pianeta gli attentati hanno provocato un 5% di morti, causati da esplosivi. Non è una percentuale da poco, visto che dal 2000 sono quadruplicati gli eventi di questo tipo.

A farne le spese è il turismo: ad esempio la Tunisia dopo l’attentato al bardo del 18 marzo e la strage di turisti in spiaggia a fine giugno ha perso il 26,3% dei turisti in tutto il 2015, ben quasi il 50% nel solo settembre. Ora anche l’Egitto rischia di essere messo in ginocchio, mentre il 2014 aveva visto un aumento dei turisti dell’8%, 10,2 milioni di arrivi. Gli Italiani sono la quarta nazionalità più numerosa dopo Russi (quasi 3 milioni), Inglesi e Tedeschi con 1500 presenze. La Farnesina ovviamente consiglia di limitare gli spostamenti e di controllare i tour operator, anche se ufficialmente non sono stati sospesi voli di compagnie italiane. Anche in Marocco il turismo rappresenta il 9% del Pil, dando posti di lavoro: qui il Foreign Office inglese parla di “alta minaccia di attacchi terroristici”,  a causa del numero crescente di marocchini simpatizzanti di organizzazioni estremiste come Isis.

Sebbene queste siano zone calde poste all’attenzione dei media, ce ne sono altre in cui non è assolutamente sicuro andare: lo Yemen secondo la Farnesina è “altamente sconsigliato” visti i disordini interni, così come la Libia, a causa della crescente minaccia terroristica e dell’elevatissimo rischio rapimenti (tanto che persino l’ambasciata italiana non assicura più protezione ai connazionali che giungono qui nonostante i divieti).

Altre zone di cui si parla meno, ma che non sono sicure sono la Malesia dove il turismo è diminuito del 10% a causa dei due aerei precipitati e della situazione politica interna, a cui si aggiunge il continuo aumento dei militanti dell’Isis visto che la Malesia è di religione musulmana. Anche l’Indonesia – in particolare la turistica Bali e i luoghi di culto come Solo sono sotto la lente delle autorità locali a causa del possibile rischio di attentati, visto che già in passato istituzioni occidentali sono stati colpiti come un hotel nel 2009.

Non va meglio al luogo paradisiaco per eccellenza, ovvero le Maldive che evidentemente tanto paradisiache non sono: a causa dello stato di emergenza di un mese dichiarato dal presidente messo in carcere dalla giunta attuale (il governo è inoltre accusato di violazione dei diritti umani dall’Onu), la Farnesina consiglia agli italiani in partenza per le Maldive, di «posticipare temporaneamente viaggi nella capitale Malè ed in altre isole al di fuori di quelle che ospitano i resort». In ogni caso il trasporto dei turisti non contempla la capitale, quindi niente allarmismi, ma prudenza, come suggerisce anche il sito Viaggiaresicuri.

Anche l’Europa sta vivendo il suo periodo di tensioni: Parigi è ancora sotto shock dopo gli attentati a Charlie Hebdo o del treno Amsterdam-Parigi dove la strage è stata evitata grazie a tre coraggiosi che hanno immobilizzato un fanatico estremista che aveva fatto fuoco sui passeggeri con un kalashnikov). Raggiungere Londra passando dal tunnel della Manica, a Calais, è un’impresa visto l’accampamento di profughi che cercano di arrivare in Inghilterra saltando su treni e camion, senza dimenticare i continui scioperi del personale dei traghetti per Dover che appiccano il fuoco all’entrata della galleria per fermare il traffico.

La capitale inglese – già colpita nel 2005 da un attentato alla metropolitana che causò 60 morti – di recente ha sfiorato la tragedia: il Daily Mail scrive infatti che il 23 agosto un aereo di linea britannico è stato sfiorato da un missile mentre stava per atterrare a Sharm El Sheickh. Secondo quanto dichiarato dalla compagnia Thomson, l’aereo era partito da Londra Stansted e quando il comandante è riuscito ad evitare il razzo con una manovra evasiva: i 189 passeggeri non si sono accorti di nulla.

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