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Trentino, Val di Non: la festa delle mele e delle eccellenze gastronomiche

mercoledì, 2 settembre 2015

pòoiluyjgr

Tagliato nel 2014 il traguardo dei 10 anni, Pomaria spicca il volo, saluta con un pizzico di emozione l’incantevole borgo di Casez, sua storica sede, e migra nel cuore della Val di Non, a Cles, il capoluogo della valle trentina, nota in tutto il mondo per le sue mele D.O.P. le prime in Europa ad aver ricevuto questo riconoscimento. Vale la pena ricordare che sono stati trovati riferimenti a questo tipo di coltivazione in valle risalenti addirittura al XVI secolo.

L’essenza della manifestazione rimane la stessa: far incontrare ai visitatori, in modo ludico, un modello di agricoltura che con il territorio è fortemente identitario e far scoprire loro le eccellenze gastronomiche locali che ruotano attorno alle mele e a forme di produttività artigianale.

E con il cambiamento di sede, oltre a molte novità, ci sarà ancora più spazio per le isole espositive dedicate al cibo, alla ristorazione e alle attività, rispettando lo spirito che da sempre contraddistingue Pomaria e che seleziona unicamente realtà agroalimentari al massimo 0-40 km.

L’idea di organizzare l’evento in una altra località è nata dal desiderio di dare maggiore visibilità a tutta la valle, cambiando sede, anno dopo anno, e di offrire ancora più spazio a una manifestazione molto amata dal pubblico che, nel corso del tempo, da festa in omaggio delle mele, ha saputo evolversi diventando un laboratorio diffuso sul rapporto di identità che in Val di Non si è instaurato tra la coltivazione delle mele e il territorio. Questo legame ha consolidato tradizioni, ha modellato “in verde” il panorama, ha favorito eccellenze gastronomiche collaterali alla produzione della frutta e, fattore che alimenta anno dopo anno l’evento, ha fatto venire voglia a chi le mele le coltiva da decenni di far incontrare il proprio mondo a chi ne ha la curiosità.

Questa è la cosa più bella di Pomaria: il suo carattere radicato autenticamente sulla dimensione locale che si è aperto a un incontro con gli ospiti nello spirito della condivisione, elemento fondante del turismo esperienziale, modalità di vacanza incentrata autenticamente sulle occasioni di viaggio finalizzate al “living as locals”.

Ecco che, anche nella nuova edizione, questo spirito, che schiudeva le case degli agricoltori di Casez ai visitatori per ospitare laboratori “con le mani in pasta”, degustazioni, teatralizzazioni di attività, si trasferisce a Cles. Il capoluogo si vestirà a festa e riserverà tutto il suo centro storico, con i palazzi di impronta mitteleuropea, a Pomaria, per nuove visioni di un’agricoltura che sa che la sua natura maggiormente autentica potrà vivere e prosperare quanto più saprà raccontarsi al mondo.

Nella nuova sede di Cles, apriranno le proprie porte alle forme vive di cibo e agricoltura edifici storici come il Palazzo assessorile, esempio straordinario di conservazione architettonica che risale al XVI secolo e che offre uno spettacolare ciclo di affreschi.

Tra le cose nuove più interessanti, per chi desidera avvicinarsi alla storia della coltivazione delle mele, ci sarà la possibilità di prendere parte a cicli di visite guidate del frutteto storico di Cles, raggiungibile a bordo di una comoda navetta, che raccoglie circa 80 varietà di piante di melo e 12 varietà di pere.

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