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Alga tossica: dopo la Toscana la Puglia

giovedì, 6 agosto 2015

Torre canne, Fasano (Foto di Orubino, da Wikipedia. Pubblico dominio)

Torre canne, Fasano (Foto di Orubino, da Wikipedia. Pubblico dominio)

La temutissima alga tossica Ostreopsis ovata è arrivata in Puglia. Un mese fa aveva fatto la sua comparsa su Mar Tirreno ad Ansedonia, sulla costa toscana vicino ad Orbetello. Ora sono state infestate anche le acque delle coste delle province di Bari, Brindisi e Lecce, perfino la stupenda Ugento è stata colpita.

L’Arpa della Puglia ha appena comunicato i dati relativi alla concentrazione dell’alga tossica nelle acque pugliesi, sul Mare Adriatico e sullo Ionio. Il monitoraggio riguarda le due ultime settimane di luglio e ha rivelato concentrazioni molto elevate di Ostreopsis ovata in otto località della Puglia. Vediamo quali sono. Le quantità si riferiscono ad 1 litro di acqua.

Bari
– Giovinazzo (quasi 600mila cellule al litro)
– Santo Spirito (1 milione e 78mila)
– Lungomare San Giorgio a Bari (163mila cellule)

Brindisi
– La Forcatella, a Fasano (1 un milione e 802mila)
– Torre Canne, a Fasano (384mila cellule)
– Apani, a Brindisi (228mila cellule)

Lecce
– Porto Badisco (3 milioni e 293mila cellule)
– Punta Macolone a Ugento (294.375 cellule)

Porto Badisco e La Forcatella sono le località più colpite.

L’Ostreopsis ovata è chiamata anche alga irritante perché può provocare “l’irritazione degli occhi e delle vie respiratorie”. Il contatto con l’alga può scatenare una “sindrome simil influenzale, febbrile- respiratoria, associata o meno a dermatiti o congiuntiviti. Nei casi verificatesi, gli effetti riportati non sono mai stati gravi e hanno mostrato di essere reversibili per lo più entro poche ore“. Riportava il sito dell’Arpa Toscana.

Si tratta di “un’alga microscopica unicellulare (gruppo dinoflagellati) che vive comunemente nelle calde acque dei mari tropicali sulla superficie di alghe rosse e brune ma ha trovato condizioni climatiche ottimali di sviluppo anche nelle acque del Mar Mediterraneo, comprese molte aree costiere italiane caratterizzate da coste e fondali a prevalente natura rocciosa“. La sua introduzione nel Mediterraneo è  accidentale, dovuta probabilmente all’acqua di zavorra delle navi.

Sulle coste della Puglia le prime segnalazioni dell’alga risalgono al 2000. Lo scorso anno si sono avuti diversi malori tra i bagnanti più o meno nelle stesse località balneari dove l’alga tossica è tornata a anche quest’anno. L’alga è pericolosa soprattutto durante le mareggiate. L’alga tossica ha affetti anche sugli organismi marini.

Per maggiori informazioni si può consultare il sito web dell’Arpa della Puglia a questa pagina.

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