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Temperatura sopra i 30°? Non si va a lavorare

mercoledì, 8 luglio 2015

Businessman in office with computer and fan cooling off

Thinkstock

Se fa troppo caldo e la colonnina di mercurio supera i 30 gradi si sta a casa e non si va a lavorare. È questa, a grandi linee, la proposta di legge di una parlamentare britannica, Linda Riordan. Il motivo di questa proposta che in un primo momento può sembrare bizzarra è legata all’effettivo cambiamento climatico dovuto al riscaldamento globale: si interromperà l’attività professionale se l’ambiente di lavoro supera i 30 gradi o i 27 gradi in caso di mestieri particolarmente pesanti.

Si tratta quindi di una proposta che interessa principalmente panifici, aule scolastiche, fabbriche e uffici che, se troppo caldi, possono portare a delle problematiche di natura fisica come disagio, stress, irritabilità e mal di testa. Il rischio di incidenti sul lavoro sarebbe così in aumento.

In Gran Bretagna, come si legge sull’Huffington Post, esiste già una legge secondo cui nei luoghi di lavoro la temperatura non può scendere sotto i 16 gradi, ma non si parla di una temperatura massima considerata tollerabile così la proposta si inserirebbe proprio in questo gap.

Intanto Flegetonte, l’anticiclone africano che ha investito tutta l’Europa, ma in particolar modo l’Italia, si sta facendo sentire con temperature torride su tutto lo Stivale, ma il nostro boccheggiare è però fortunatamente destinato a finire.

Da giovedì infatti, inizialmente sul Triveneto, ma poi su tutta Italia, arriva una corrente nord Europea che farà diminuire il gran caldo. A beneficiare maggiormente di questa perturbazione il Nord dove le temperature caleranno a valori più miti. Al Centro e al Sud si manterrà il caldo, ma sarà meno intenso e ci saranno temporali sugli Appennini. Ma questa sarà solo una tregua. Secondo il direttore de ilmeteo.it Antonio Sanò il gran caldo tornerà sull’Italia.

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