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Luna di miele con i figli: come organizzare la vacanza perfetta

lunedì, 27 aprile 2015

Thinkstock

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Sono sempre di più le coppie che si sposano dopo aver già avuto dei bambini. Sia che si tratti di un secondo matrimonio, sia dell’unione dopo una convivenza, la conseguenza è sempre la stessa: la classica luna di miele si trasforma in un’esperienza per tutta la famiglia. «Partire per il viaggio di nozze con i figli non significa rinunciare al divertimento, anzi. La luna di miele deve trasformarsi in un’avventura indimenticabile per tutta la famiglia» spiega Gianpaolo Romano, amministratore delegato di CartOrange, il più grande network italiano di consulenti di viaggio e specialista dei viaggi di nozze. Nel 2014, sono partite con uno, due o anche tre bambini al seguito il 5% delle coppie che si sono rivolte a CartOrange per la luna di miele, con destinazioni in tutto il mondo.

«Le coppie che si sono affidate a CartOrange per il loro viaggio di nozze con i figli sono aumentate del 30% dal 2007 a oggi, quindi si può certamente parlare di un fenomeno in ascesa  –continua Romano–. In un viaggio di questo tipo è importante capire quali sono le aspettative e le esigenze della coppia e dei loro figli, per rendere l’esperienza davvero speciale. Per questo è centrale la figura del consulente di viaggio, un professionista con le competenze giuste per rassicurare i genitori e curare ogni dettaglio dell’organizzazione». Gli sposi che partono con i figli cercano una figura che li rassicuri, un professionista capace di organizzare il tutto alla perfezione, senza dimenticare la gestione dei possibili imprevisti: «Il consulente di viaggio incontra le coppie a casa loro negli orari che sono più comodi per la famiglia, magari la sera dopo che i bambini sono andati a letto –spiega l’AD di CartOrange–. In questo modo c’è tutto il tempo per parlare e per capire davvero cosa vuole la coppia. Il consulente fornisce tutte le indicazioni dalla programmazione del soggiorno, alla copertura sanitaria e assicurativa, all’assistenza in italiano per tutto il viaggio».

 

Il tipo di viaggio richiesto varia a seconda dell’età del bambino e delle esigenze della famiglia. «Di solito chi ha figli con meno di tre o quattro anni preferisce una vacanza più stanziale, con hotel family-friendly vicini al mare e, se possibile, anche a un ospedale. Si cercano solo mare e relax, limitando al minimo i trasferimenti, oppure si preferiscono compagnie aeree che forniscono servizi aggiuntivi come il babysitting. Si prediligono strutture che hanno tutti i comfort per i bambini come culle, lettini con sponde, scalda biberon e menù bambini» spiega Romano.

Quando i bambini sono più grandi spesso si preferisce abbinare al mare una vacanza più attiva. Non ci sono limiti per le destinazioni, eccetto i Paesi che richiedono vaccinazioni o profilassi sanitarie, sconsigliati per i più piccoli. «Tra le mete più gettonate ci sono gli Stati Uniti, ad esempio la California, che non è solo Disneyland, ma anche San Diego e San Francisco, andando in bici sul Golden Gate o girando sulle Cable Cars. Piacciono anche la Thailandia, dove si trova un popolo affettuoso e si possono fare interessanti attività mare o trekking con l’elefante, che è possibile abbinare al Giappone;  Mauritius, con le Terre colorate di Chamarel ed escursioni dove vedere le tartarughe giganti e le cascate. Per chi non vuole fare viaggi lunghi anche Sardegna o Baleari, optando per strutture eleganti e raffinate» dice Romano.

Gli sposi con al seguito i bimbi non rinunciano neppure al safari se possibile, magari scegliendo zone o stagioni in cui non sono richieste vaccinazioni: «Recentemente una coppia con un bimbo di un anno e mezzo è stata in Sudafrica, e mentre i genitori si godevano il loro safari  il figlio era affidato alle cure di una esperta babysitter» conclude Romano.

Insomma, affidandosi al professionista giusto si soddisfano le esigenze di tutta la famiglia e la luna di miele allargata diventa un’esperienza indimenticabile per tutti.

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