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La storia di “Into The Wild” e l’amore per il viaggio approdano a teatro

giovedì, 5 marzo 2015

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Il film “Into The Wild” è diventato un vero e proprio cult. Ispirato alla storia vera del giovane Christopher Mc Candless che ha lasciato tutti i beni e le comodità materiali per lanciarsi in un viaggio alla scoperta del mondo e alla ricerca di se stessi, questa vicenda è stata raccontata prima in un libro, poi in un film e oggi approda a teatro.

La ricerca dell’autenticità e la conquista della verità nei rapporti umani è alla base dello spettacolo “Into the wild – Quelli che cercano” scritto, diretto ed interpretato da Riccardo Mei, in programma dal 17 al 22 marzo al Teatro Lo Spazio di Roma.

Accompagnato da un organico di cinque musicisti – Maurizio Loffredo alle chitarre, Maurizio Meo al contrabbasso, Cinzia Gizzi al pianoforte e Ivo Parlati alla batteria, – Mei ci trascina in un viaggio teatrale, letterario, musicale e cinematografico nei territori selvaggi dell’Anima e della Natura. Dai bisogni dell’uomo al libro Nelle Terre Estreme di Jon Krakauer e al film Into the Wild di Sean Penn, fino a Walter Bonatti e altri che hanno scritto di viaggio e ricerca, Riccardo interpreta dal vivo con il gruppo le canzoni di Eddie Vedder scritte per il film, brani di Cat Stevens e originali: dal libro al film al teatro.

La vicenda del ragazzo Christopher Mc Candless, raccontata nel libro e quindi nel film di Sean Penn – dichiara Riccardo Mei – mi ha spinto a raccontare dei problemi della società di oggi, dei falsi bisogni instillati nei ragazzi, dei problemi legati all’ambiente dal quale dipendiamo tutti. Nel mondo letterario che c’è dietro alla storia di Christopher Mc Candless, legato a grandi scrittori anglosassoni come Jack London, Thoreau, ma anche Conrad e Tolstoj, tanto per fare alcuni nomi, ci sono dei meravigliosi spunti che ispirano la gioventù di una certa società conformista a lasciare tutto per partire, senza una reale destinazione, alla scoperta di se stessi e della verità nei rapporti umani. Raccontando la vicenda di Christopher Mc Candless, questo testo teatrale esplora le dinamiche genitori-figli, spesso all’origine delle incomprensioni e dei malesseri.”

Parlo per questo anche di Walter Bonatti – continua Mei – grandissimo scalatore esploratore e scrittore, mio personale riferimento negli anni dell’adolescenza, il quale aveva fatto un viaggio proprio in Alaska, negli stessi territori, completamente da solo negli anni ’60 (quando non c’erano cellulari, le foto si sviluppavano solo al ritorno o arrivavano dopo settimane, ed era tutto diverso da oggi), e aveva poi raccontato queste sue esperienze di avventure estreme a puntate sul settimanale “Epoca”, da cui ho estratto alcuni passi.”

Uno spettacolo che alterna brani recitati, testi di Gaber, canzoni dal vivo e brevi letture, e sottolinea come il libro, e più generalmente la parola scritta, raccolga e generi al tempo stesso le esperienze umane, stimolando viaggi, ricerche, avventure e determinando a sua volta altre narrazioni, letterarie, cinematografiche, teatrali, musicali, poetiche, in un percorso circolare senza fine. Come dice Riccardo in una frase chiave del suo spettacolo: “i libri sono il viaggio”.

Oltre che un invito alla scoperta di se stessi attraverso il libro, il teatro, la poesia e il cinema, lo spettacolo è anche una denuncia dello sfruttamento della natura, e per il suo carattere ambientalista ed ecologista si fregia del prestigioso marchio “consigliato dal WWF”.Uno spettacolo emozionante, da non perdere.

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