ViaggiNews

È la città ideale per viverci secondo Leonardo da Vinci. Guida alle bellezze di…

martedì, 3 febbraio 2015

Thinkstock

Thinkstock

Alcuni dei manoscritti di Leonardo da Vinci parlavano chiaro: è Vigevano, piccolo centro a pochi passi da Milano, dotato di un importante corso d’acqua facilmente canalizzabile, la “città ideale”, capace di soddisfare le esigenze del Duca di Milano, Ludovico il Moro. Nel 1494 Leonardo, che era alle dipendenze della corte di Milano, si trovava infatti a Vigevano per sovrintendere ai lavori di canalizzazione nei dintorni della città. Grandi testimonianze della sua presenza sono in primo luogo il Castello e la Piazza Ducale, ma anche la Sforzesca, con la rete dei navigli, dei mulini e il Colombarone, primo modello di cascina lombarda.

L’itinerario alla scoperta di una delle città più rappresentative dello splendore del Rinascimento lombardo parte proprio dai disegni del Manoscritto H, in cui il Genio poliedrico raffigura la Piazza Ducale ed il Castello, i primi luoghi ad accogliere la visita del centro storico.

La Piazza Ducale è un colpo d’occhio incredibile che riporta indietro nel passato rinascimentale, con i portici bramanteschi e le colonne che raccontano la dinastia degli Sforza (la piazza è circondata per tre lati da 84 colonne con capitelli uno diverso dall’altro). Tra i migliori esempi di architettura lombarda del XV secolo, Piazza Ducale è il cuore antico e moderno della città, il salotto di Vigevano, uno spazio scenografico di grande suggestione e armonia. Il maestro Arturo Toscanini considerava la piazza una sinfonia musicale, una composizione orchestrale su quattro lati, simile ai quattro movimenti delle sinfonie. Sotto i portici le botteghe, un tempo occupate dai commercianti di lana e seta, oggi offrono ai visitatori occasioni di relax e di shopping di qualità. L’attenzione si concentra poi sul Duomo, voluto dal Duca Francesco Sforza II nel 1532, il cui stile rinascimentale si mescola al barocco della facciata.

Ammirando la raffinatezza delle decorazioni sulle arcate della piazza, si rimane colpiti dalla Torre del Bramante: è il simbolo di Vigevano, ingresso d’onore al Castello disegnato negli schizzi “ideali” di Leonardo nel 1494. La sua particolare sagoma fu modello nel XIX secolo per la ricostruzione della Torre di Filerete nel Castello Sforzesco di Milano. La Torre è visitabile fino alla prima merlatura da cui si gode un panorama che spazia fino alle Alpi. Passeggiando all’interno del Castello, sono ancora visibili alcuni affreschi della seconda metà del XV secolo. A Vigevano numerosi artisti hanno svolto un lavoro spettacolare: tutte le stanze interne del Castello erano affrescate, così come le mura del cortile, la Piazza e alcune vie limitrofe. Alcuni piani del Castello sono stati restaurati di recente insieme alla parte incuneata sotto la Strada Coperta che un tempo era adibita a prigioni.

Se si continua la visita nelle scuderie, che delimitano l’area del Castello, ci si accorge ancora delle somiglianze con i disegni di Leonardo. La più importante fu fatta costruire da Ludovico il Moro e ricorda i disegni del Genio per la sua “polita stalla” ripresa nel Manoscritto B di Parigi e nel Codice Atlantico. Una delle altre due scuderie, invece, ospita il Museo Archeologico nazionale della Lomellina, che raccoglie le testimonianze archeologiche del territorio dal periodo celtico all’Alto Medioevo.

Si può poi proseguire verso la Falconeria: elegante loggiato aereo da cui all’epoca dei Signori di Milano si praticava l’arte della falconeria. Attribuito al Bramante, è stato recentemente restaurato recuperando alcuni affreschi sulle arcate.

Da non perdere la Strada Coperta, assieme alle Sotterranee, un capolavoro unico in tutta l’architettura castellana europea. Il suo compito era quello di proteggere il passaggio collegando il Castello con la Rocca Vecchia, dove si trova l’edificio della Cavallerizza.

Dal cortile si possono percorrere i due tratti della Strada Sotterranea. Nel secondo tratto si può ammirare la Loggia delle Dame, altra creazione del Bramante per Beatrice d’Este e le sue dame di compagnia.

Visitando le diverse sale del Castello, si possono rivivere anche altri periodi storici: la tradizione calzaturiera di Vigevano, infatti, si racconta con il Museo Internazionale della Calzatura “Pietro Bartolini”. Oltre 500 modelli esposti che testimoniano l’evoluzione della calzatura, trasformatasi nei secoli da oggetto d’uso quotidiano a vera opera d’arte grazie alla fantasia, all’innovazione e al gusto estetico di talentuosi artigiani vigevanesi. Partendo dal più antico esemplare, la “pianella di Beatrice D’Este” del 1494, fino ad arrivare alle decolleté di Marylin Monroe e Anita Ekberg, si ripercorrono l’economia e la storia di Vigevano, attraverso i tacchi, le tomaie e i modelli stravaganti che hanno caratterizzato ogni secolo della moda italiana ed internazionale. Nella Pinacoteca Civica, invece, sono esposte opere di pittori locali come Bernardino Ferrari e di artisti nazionali come Antonio Fontanesi o Pompeo Mariani.

Attorno al Castello, le eleganti vie del centro storico sono un susseguirsi di palazzi neoclassici dell’Ottocento, di case barocche, di graziosi cortili e di chiese di varie epoche e stili. Meritano sicuramente una visita la chiesa di San Giorgio, le chiese gotico-lombarde di San Pietro Martire e di San Francesco, la chiesa barocca di Santa Maria del Popolo, e, ancora, la piccola chiesa barocca del Cristo, situata a poca distanza dalla via dei Mulini e dai Terraggi, ultime vestigia delle mura cittadine.

La visita alla città di Vigevano e al suo territorio si può compiere anche in una sola giornata. Oltre al centro storico, che fa naturalmente la parte del leone, nelle vicinanze è consigliabile la visita all’EcoMuseo di Mora Bassa, che fu donato da Ludovico il Moro a Beatrice D’Este, e che oggi ospita la mostra delle macchine di Leonardo da Vinci.

Tra un monumento ed un museo, non si può fare a meno di assaporare la tipica gastronomia vigevanese composta da una varietà di piatti della tradizione lombarda e alcuni prodotti De.C.O. _ Denominazione Comunale d’Origine, come il “Figadej”, cioè il salume a base di fegato di maiale, il biscotto “cent Franc” e la torta “La Viginuna”. Anche il Dolce Riso del Moro, antica ricetta di epoca sforzesca, è annoverabile tra i prodotti di pregio, oltre ai biscotti “Bramantini” dedicati alla Torre del Bramante. Ristoranti e trattorie dislocate nel centro e nelle campagne circostanti danno la possibilità di degustare i piatti tipici, con menù studiati per celebrare le ricchezze gastronomiche del territorio accompagnate dai vini dell’Oltrepò Pavese.

Tags:

Altri Articoli Interessanti: