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Attentati a Parigi: dopo la Francia anche l’Italia nel mirino

lunedì, 12 gennaio 2015

Città del Vaticano

Getty Images

Attentati a Parigi: la capitale francese si è mobilitata con due milioni di persone domenica 11 gennaio per manifestare tutto l’orrore contro i tragici fatti dell’attentato al giornale satirico Charlie Hebdo, in cui sono morti 12 persone, tra cui il direttore, il vignettista Stephan Charbonnier, e ne sono rimaste ferite altre 8.

Un attacco alla libertà di stampa senza precedenti: in molti hanno infatti parlato di un “11 settembre del giornalismo”, visto che si è trattato di un attacco di due attivisti dell’Isis, i fratelli franco-algerini Kouachi. Nei giorni successivi – come purtroppo sappiamo – si è tornato a sparare ancora a Dammartin en Goele, a circa 40 chilometri da Parigi, dove i Kouachi si sono barricati – e poi sono rimasti uccisi – in una tipografia assieme ad un ostaggio.

L’allerta è massima non soltanto in Francia, ma anche in altri Paesi della Comunità Europea, tra cui l’Italia. Secondo i Servizi Segreti americani infatti, il Vaticano sarebbe il prossimo mirino degli attivisti islamici.

Attentati a Parigi: anche il Vaticano a rischio

Attentati a Parigi: dopo la capitale francese, il Vaticano sarebbe il prossimo obiettivo dei seguaci dell’Isis. La notizia – come riporta il sito dell’Ansa – è  stata lanciata dal telegiornale della tv di Stato israeliana Canale 1 attraverso l’intervento dell’esperto di questioni mediorientali Oded Granot.

La città del Vaticano sarebbe una possibile mira dell’Isis, ma per ora non ci sono segnali concreti. L’Intelligence italiana ha chiesto comunque informazioni al Mossad – i Servizi Segreti israeliani –  e alla Cia cercando di individuare i possibili teatri di un attentato, senza però sottolineare la papabile situazione di rischio.

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