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Caserta, scontrino della vergogna: paga pure il neonato

martedì, 16 dicembre 2014

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Un ennesimo scontrino della vergogna. Un ennesimo ristorante che sceglie di lucrare per pochi spiccioli anche se ciò significa perdere clienti e ai tempi del web finire su twitter, su Facebook e sulle pagine dei giornali. Tempo fa vi abbiamo raccontato di un ristorante di Lugano che ha messo in conto perfino il taglio della pizza o del bar di Venezia che ha fatto pagare una cifra spropositata per dei caffè e degli amari o ancora quello a Positano che ha fatto pagare a peso d’oro una bottiglia d’acqua. E la lista purtroppo è lunga.

Questa volta lo scontrino della vergogna arriva dalla Campania, da Caserta, dal ristorante di un centro commerciale. Una famigliola composta da padre, madre e un neonato di sette mesi, decidono di fermarsi a mangiare in questo locale. Chiedono di sedersi, gli viene detto che il passeggino non può entrare e viene dato loro un seggiolone. E fin qua. I genitori ordinano e la mamma che aveva già pronta la pastina per il piccolo chiede se può essere scaldata. Detto fatto. E fin qua. A fine pranzo i genitori chiedono il conto. E notano con sorpresa che il neonato sedendosi sul seggiolone deve pagare il coperto e che scaldare la pastina per un bambino di pochi mesi non è stato un gesto di educazione come ci si poteva aspettare, ma un servizio da pagare due euro. E il papà ha deciso di scrivere al ‘Mattino’ che ha pubblicato la storia.

Due euro sono un’inezia. 1,50 euro di coperto anche. A prescindere che il ‘coperto’ sia una delle voci più dibattute ed ingiuste dei conti e che in alcune regioni non si paga, ma i ristoratori fanno orecchie da mercati,  far pagare per un neonato che non ha nemmeno consumato è oltre modo vergognoso. E far pagare per riscaldare la pastina è altrettanto se non più vergognoso. Se le aziende, i ristoranti, pensano di risollevare le loro sorti economiche lucrando sui clienti la loro vita sarà ancora più breve di quanto la crisi già gliela accorci parecchio.

 

 

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