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Quando viaggiare è amore. Il progetto di uno scalatore italiano

martedì, 4 novembre 2014

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Munito di una telecamera GoPro e una infinita voglia di viaggiare per aiutare le popolazioni nepalesi di Thame, lo scalatore dal grande cuore, Lorenzo Gariano  metà italiano, di Imperia, e metà inglese, è partito alla volta del Nepal dove vi resterà fino a gennai0 2015 con un unico scopo: costruire un ponte per gli abitanti del villaggio di Thame in modo che possano raggiungere le loro abitazioni senza dover guadare il rio o rischiare di scivolare durante le gelate invernali.

Lorenzo Gariano, poliedrico, con una grande passione per la montagna e il grande privilegio ottenuto con tanto sacrificio e dedizione di aver scalato le Sette Vette più alte del Mondo ha raccontato:  “All’inizio porterò con me in viaggio due gruppi di escursionisti che visiteranno due zone diverse del Nepal, l’Anapurna e il Langtang a nord di Kathmandu, ma quello che mi emoziona più di ogni altra cosa è tornare in quella che considero la mia seconda casa, Thame, dove torno ogni anno dal 2004. Inizia così il suo racconto Lorenzo Gariano che poi entra nel vivo del progetto umanitario che lo spinge ogni volta a partire.

Nonostante la negatività che c’è in giro, io per il mio progetto ho trovato invece moltissima generosità: ho ottenuto tanti fondi e li userò bene. Finiranno tutti infatti nella costruzione di un piccolo ponte che collegherà meglio il villaggio di Thame poichè questo rio, anche se d’estate sembra piccolo e innocuo, durante l’inverno si ingrossa, o gela e guadarlo, anche per i bambini piccoli che vanno a scuola, è pericolosissimo. Sembra poco, direte voi, ma un ponte come questo può letteralmente rivoluzionare in meglio la vita degli abitanti locali“.

Documenterò tutto con una telecamera GoPro che mi legherò al petto, vedrete insieme a me i cinque faticosi giorni di cammino che servono per arrivare in cima al villaggio insieme ai portatori per trasportare tutti i pezzi del ponte prima di iniziare a lavorare. E’ come andare su e giù da Limone a piedi, per capirci, con un dislivello che va dagli 800 metri ai 3000″.

Si chiamerà “Ponte della Valle Argentina e di Thame” perchè proprio la Valle Argentina in Liguria mi ha dato tantissimo aiuto e dare il nome al ponte è un modo per ringraziarli. A lavorare là a Thame pensavo di essere solo – conclude poi Lorenzo – invece pochi giorni fa ho ricevuto la bella notizia che il mio grande amico Cliff con cui ho scalato l’Everest verrà con me. “Ho il biglietto, vengo e ti aiuto”, così mi ha detto…ed è stato uno splendido regalo”.

Ma Lorenzo Gariano non si fermerà dopo la realizzazione del piccolo ponte per Thame: “Ho un progetto più grosso, a lungo termine: un piccolo ostello che potrà essere utilizzato dai bambini che dalle valli circostanti impiegano due ore per arrivare a scuola. Quando riuscirò a realizzare questo ostello, con una sorta di “mama” che li controlla, i bambini potranno dormire lì soprattutto durante l’inverno, senza dover camminare ore e ore prima di poter arrivare a scuola o tornare a casa”.

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