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Una caverna che parla: ecco l’orecchio di Dionisio

lunedì, 27 ottobre 2014

Thinkstock

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Vera e propria perla del Mediterraneo, ricca di bellezze naturali e architettoniche, la città di Siracusa  risplende al massimo nel suo centro storico. Accanto a splendide strutture storiche e antiche si può trovare anche una grotta dalle caratteristiche uniche al mondo.

Si dice che il nome di questo luogo lo scelse il grande pittore Caravaggio per la sua forma unica e a forma di orecchio d’asino. Stiamo parlando dell’ Orecchio di Dionisio a Siracusa, una grotta scavata nel calcare di gigantesche dimensioni: 23 metri di altezza, 8 di larghezza e 65 di profondità. E’ una grotta che va a ritagliarsi un posto nei luoghi “che suonano” di tutto il mondo.

La tradizione narra infatti che il tiranno Dionigi nascosto in un cunicolo in alto all’interno della grotta origliasse grazie all’eco le conversazioni dei suoi prigionieri rinchiusi in questo spazio creato ad hoc come prigione.

Le caratteristiche dell’Orecchio di Dionisio sono tali da poter ampliare i suoni di ben 16 volte ed è, inoltre, una delle più famose grotte che si aprono sul fronte della Latomia del Paradiso. La forma leggermente ad S che ricorda un padiglione auricolare in realtà non è stata voluta espressamente al momento della creazione, la grotta ha questa conformazione poichè gli scavi sono partiti dall’alto seguendo il tracciato sinuoso di un acquedotto, allargandosi mano a mano che scendeva in profondità. 

L’orecchio di Dionisio fa parte di un grande insieme di cave, tristemente famose, chiamate Latomie per indicare appunto i sassi tagliati con lo scalpello e il piccone usati poi per costruire le fabbriche della città. Queste cave, compresa quella di Dionigi, furono realizzate tramite il lavoro dei condannati e dei prigionieri rinchiusi in queste gabbie naturali lontane dalla città. All’interno infatti si possono notare dei buchi nei muri che, a quanto pare, erano i luoghi dove le catene dei prigionieri erano attaccate al muro.

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