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Un monastero russo che produce mozzarella? Tutto vero, ecco come mai

lunedì, 20 ottobre 2014

Thinkstock

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Avete presente la mozzarella, la ricotta…tutti i formaggi che con tanto orgoglio produciamo noi italiani ed esportiamo in tutto il mondo? Bene, d’ora in poi una parte della Russia se li produrrà da soli. Ad annunciarlo è il capo dei monaci ortodossi del monastero della Trasfigurazione di Valaam, in Carelia. Questa è solo uno dei primi effetti dell’embargo voluto da Vladimir Putin contro i prodotti occidentali bloccando anche l’esportazione di cuoio e pelli verso l’Europa. Il sei agosto infatti Putin aveva deciso di dire basta all’importazione di diversi prodotti, come carne, pesce, frutta, verdura e, ovviamente latticini.

La notizia è arrivata dal Telegraph ed ha avuto subito conferma diventando un primo caso emblematico di ciò che potrebbe succedere da questo momento in poi. I monaci che vivono in questo sito tra i più suggestivi e mistici di tutta la Russia hanno infatti acquistato i macchinari per la produzione del formaggio direttamente in Italia dove, uno di loro, ha anche appreso la tecnica per la realizzazione e da adesso produrranno tutto da soli grazie al latte delle loro mucche allevate nel monastero. L’uomo che “importa” la cultura italiana è Padre Agapy e il suo nome ha iniziato già ora a fare il giro del mondo.

Un tempo il monastero aveva un allevamento con 160 ettari di terra, ma durante la rivoluzione di ottobre del 1917, per volere di Stalin, questo luogo venne trasformato in un gulag e i monaci vennero fucilati. Solo dopo il crollo dell’URSS l’area potè tornare alla sua destinazione d’uso originaria e, dal 1998 ad oggi, i monaci hanno ripreso la loro vita aprendosi di nuovo all’allevamento e alle coltivazioni.

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