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Che cosa ci spinge a viaggiare? Per i russi è il lusso, per gli italiani invece…

venerdì, 26 settembre 2014

Getty Images

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Perchè viaggiamo? Cosa cerchiamo in una vacanza?  Che cosa ci spinge a fare i bagaglia e viaggiare in giro per il mondo? TripAdvisor ha analizzato, per la quarta volta, la cosiddetta psicologia del viaggio tramite il “TripBarometer” ossia un sondaggio sulle strutture ricettive e viaggiatori che analizza le tendenze di viaggio sia nazionali che globali di oltre 53.000 persone dicui, 6294 in Italia.

La vasta indagine condotta da Ipsos in vari settori ha portato alla comprensione delle diverse necessità e motivazioni psicologiche che impattano sul comportamento umano in numerosi ambiti e scenari. Al fine di approfondire la psicologia di viaggio per questo studio, ai viaggiatori intervistati è stato chiesto di selezionare due affermazioni che meglio rappresentino il tipo di esperienza che cercano in una vacanza.

Le affermazioni si riferiscono ciascuna a una delle otto categorie motivazionali

Categoria motivazionale Abbinamenti di dichiarazioni su come i viaggiatori vogliono sentirsi in vacanza riferite a ciascuna categoria motivazionale
Liberazione = Godersi in pieno la vita + Lasciarsi andare ed essere spensierati
Immersione = Immergersi nella cultura locale + Incontrare persone nuove e collezionare ricordi
Relazioni = Godere dei momenti con i propri cari + Rinforzare relazioni preesistenti
Armonia = Ripristinare un senso di armonia/equilibrio + Sentirsi protetto/accudito
Ordine = Avere tempo per pensare e riprendere il controllo + Sentirsi organizzati/evitare sorprese
Miglioramento della prospettiva = Fare esperienze uniche e interessanti + Arricchire la comprensione del mondo
Lusso = Fare esperienze invidiabili + Sentirsi speciali e viziati
Euforia = Godere di un senso di euforia + Sfidare se stessi per provare nuove cose

 

I risultati di questo approccio rivelano che “migliorare la prospettiva” è l’esperienza che la maggior parte dei viaggiatori italiani vuole da una vacanza (77%), seguita da “immersione” (55%) e “relazioni” (51%). Degno di nota anche il fatto che la categoria motivazionale “ordine” sia stata scelta da più di 1 italiano su 4 (28%) contro una media europea di meno di 1 su 5 (19%), il che significa che gli italiani sentono più della media europea la necessità di evitare sorprese e utilizzare il tempo per riprendere il controllo.

Al contrario, gli italiani non sembrano essere interessati alle “esperienze emozionanti” (15%) e al “lusso” (19%), che risulta invece essere una delle motivazioni principali per i russi.

Più della metà dei viaggiatori italiani (51%) ha dichiarato che il ritorno a casa da un viaggio li ha spinti a pianificare un’altra vacanza e oltre un terzo (39%) a introdurre nuovi cibi nella propria dieta.

Analizzando i viaggiatori italiani suddivisi per fasce d’età, i “Millenari” (18 – 34 anni) sono i più propensi a imparare cose nuove (46%) e, in proporzione, i più propensi ad ampliare le proprie vedute e diventare più tolleranti verso il prossimo come risultato di un viaggio (51%), Inoltre, insieme ai viaggiatori senza figli, sono i più inclini a introdurre nella dieta di ogni giorno cibi che hanno provato in vacanza (42%). Le famiglie (25 – 54 anni, con figli minorenni) sono invece maggiormente orientate a dedicare più tempo ai rapporti con amici e parenti una volta tornati a casa (15%).

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