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Katskhi Pillar, ecco la chiesa più difficile da raggiungere (FOTO)

lunedì, 18 agosto 2014

Katskhi Pillar

Katskhi Pillar, la chiesa più scomoda al mondo/Roma – In Georgia, Stato in cui si trova anche la grotta più profonda del mondo, nel villaggio di Katskhi, nei pressi della città di Chiatura, su un pilastro di roccia alto circa 40 metri sorge una chiesa molto difficile da raggiungere. Infatti, per arrivarci bisogna, letteralmente, arrampicarsi su una scala a pioli di ferro con 131 gradini.

La chiesetta costruita dagli eremiti risale al settimo secolo e, ancora oggi, il suo ingresso è vietato alle donne, trattandosi di un luogo di culto ortodosso.

La roccia di Katskhi Pillar, con una superficie di circa 150 metri quadrati, è venerata dalla gente del posto come il “Pilastro della vita”. Per anni è rimasta inviolata fino a quando, nel 1944, un gruppo di alpinisti, guidato da Alexander Japaridze, si recò sulla roccia e scoprì l’eremo. Sulla roccia attualmente insistono una chiesa dedicata a Massimo il Confessore, una Cripta, tre celle per eremiti, una cantina e un muro di difesa. Ai piedi del Katskhi Pillar, invece, c’è una chiesa costruita da Simeon Stylites, l’ultimo eremita che qui ha vissuto, i resti di un antico muro e una torre campanaria.

Dal 1995 un altro eremita si è rifugiato sulla roccia, il monaco Maxime Qavtaradze, nativo proprio di Chiatura e tra il 2005 e il 2009, l’edificio del monastero è stato restaurato con il sostegno della Agenzia per la conservazione dei Beni Culturali della Georgia. Per i primi due anni Maxime ha dormito in un frigorifero per proteggersi dalle intemperie fino a quando non gli hanno portato un letto per dormire.

In realtà il monaco, che ha preso i voti nel 1993, conduce un eremo sui generis poiché scende dal Katskhi Pillar una o due volte alla settimana per confortare i giovani in difficoltà che a lui si rivolgono per chiedere conforto e aiuto e raccontare loro la sua trovata vocazione dopo una vita dissoluta. I beni di prima necessità gli vengono “recapitati” dal basso attraverso un sistema di carrucole. Maxime impiega circa 20 minuti per arrampicarsi sul suo eremo e ha detto ai suoi seguaci che continuerà a scendere e a salire finché il corpo glielo permetterà, dopodiché si tratterrà per sempre sul Katskhi Pillar. Inoltre, il monaco, ha fatto espressa richiesta di venir seppellito nella stessa cripta dove riposano le ossa del primo eremita che ha vissuto qui.

Katskhi Pillar – Galleria fotografica

(Fonte: huffingtonpost.com – Foto: Amos chapple)

 

 

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