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Gaiola, l’isola maledetta vicino Posillipo

venerdì, 7 marzo 2014

gaiola, l'isola maledetta

L’isola maledetta/Roma – Si trova a pochi chilometri da Posillipo, nel meraviglioso Golfo di Napoli, si tratta di un isolotto chiamato Gaiola che è composto da due piccole isole vicine tra di loro e unite da un antico ponte senza protezione, raggiungibile a nuoto. È definita così perché, nonostante il suo fascino, è stata teatro di numerosi episodi inspiegabili successivamente ai quali l’isola non è stata più frequentata, poiché chi vi fa visita rimane vittima della “malasorte”.

Sull’isola, anticamente nota come Euplea, ovvero protettrice della navigazione e rifugio sicuro dei naviganti, abitava il Vecchio Publio Vedio Pollione, un uomo che amava la solitudine e che, secondo leggenda, adorava le murene tanto da nutrirle con schiavi disobbedienti. La leggenda vuole che qui abbia sostato Virgilio, al quale sono stati attribuiti poteri magici.

All’inizio del XIX secolo qui visse un eremita definito “il mago” o “lo stregone” che viveva grazie alla carità dei pescatori del golfo di Napoli. Nell’unica abitazione esistente sull’isola sembra abbia soggiornato Norman Douglas, autore delle Terre delle Sirene.

L’isola, dal suo punto di vista geografico sarebbe davvero un luogo magico e suggestivo dove poter trascorrere una vacanza in pieno relax ma così non è, infatti nessuno osa soffermarsi in questo luogo definito maledetto per le disgrazie accadute a tutti coloro che qui hanno abitato.

Questa cattiva fama iniziò nel 1920 quando il proprietario dell’abitazione sull’isola, Hans Braun, fu trovato assassinato. Da quel momento ci fu un’escalation di morti e di sventure. La prima ad essere vittima della malasorte fu proprio la moglie di costui che morì annegata nel mare antistante all’isolotto. Stessa sorte per il proprietario che li succedette, Otto Grunback, che morì d’infarto proprio mentre era lì. Intorno al 1950 Maurice Sandoz, proprietario di una casa farmaceutica, abitò sull’isola, in seguito, venne rinchiuso in manicomio, dove si uccise perché convinto di essere finito in bancarotta. Negli anni ‘60 il miliardario barone tedesco Paul Karl Langheim fallì dopo aver trasformato l’isola in un luogo dove poter festeggiare e divertirsi. La villa fu, quindi, comprata da Giovanni Agnelli, membro di una famiglia vittima di tragici lutti che, dopo pochi anni, la vendette al magnate del petrolio Paul Getty, al quale rapirono il figlio, amputandogli un orecchio per la cui liberazione pagò un riscatto di oltre 15 milioni di dollari. Alla fine degli anni ’70 comprò l’isola l’industriale Gianpasquale Grappone che fu arrestato in seguito ai suoi debiti. La casa venduta all’asta portò ulteriore sfortuna anche alla moglie di quest’ultimo, Pasqualina Oromeno, che morì in un incidente stradale.

Da quel momento l’isola è passata nelle mani della Regione Campania poiché non è stato possibile trovare altri acquirenti. Coloro che hanno il coraggio di recarsi presso questo posto possono godere di un panorama davvero unico e…indimenticabile. Tanti sono gli impavidi che si inerpicano per la parete rocciosa per poi provare l’ebrezza di tuffarsi dal ponte ma pochi sono quelli che hanno il coraggio di entrare nella villa disabitata. La sfortuna è leggenda o verità? C’è qualcuno che ha intenzione di sfidare la sorte?

Ecco qualche foto che testimonia le bellezze dell’isola di Gaiola.

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