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L’ Alaska dice basta al turismo di “Into the wild”

lunedì, 24 febbraio 2014

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ALASKA INTO THE WILD /ROMA – Vi ricordate il film di Sean Peann “Into the wild”? Il film ispirato al libro “Nelle terre estreme”, scritto da Jon Krakauer era tratto dalla vera storia di Chris McCandless, un ragazzo che dopo la laurea decise di attraversare l’Ovest Americano da solo. Durante il suo viaggio trovò il famoso bus numero 142, “The Magic Bus”, dove si sistemò e dove trascorse gli ultimi 112 giorni della sua vita.

Chris fu trovato morto all’interno dell’autobus, nell’agosto del 1992, da alcuni cacciatori che inseguivano alci lungo il “sentiero del panico”. Dopo il successo del film e del libro, l’Alaska ha avuto un incremento di turismo “selvaggio”, ma spesso gli avventurieri arrivano impreparati e i vigili del fuoco e i rangers sono stanchi di ripescare persone semi-annegate nei guadi che diventano improvvisamente rapide tumultuose, dispersi prossimi all ’assideramento o alla morte di inedia.

Secondo The Star, quotidiano canadese, ogni anno circa 100 persone da tutto il mondo seguono le orme di McCandless in pellegrinaggio. Chris viene considerato un simbolo di libertà e del ritorno alla natura. Molti vogliono arrivare al “Magic Bus” che si trova fra il parco del Denali e il massiccio del Monte McKinley, sullo Stampede Trail a pochi kilometri da Healy. In Alaska la natura non viene presa sottogamba e chi lo fa non ne esce certo vincente. Per questo si sta prendendo in considerazione di demolire il Magic Bus o di rimuoverlo con un elicottero perché se rimarrà li, il pellegrinaggio continuerà perché i miti sono sempre più forti delle paure.

 

PER ARRIVARE  al Magic Bus:

Trovarlo è abbastanza facile. Se imboccate la Stampede Road appena fuori Healy, la strada finisce all’8 mile lake e diventa lo Stampede Trail, dall’8 mile lake, sono circa 40 km di sentiero (a piedi) per raggiungere il bus. Se vi manterrete sul sentiero principale dal momento in cui vi lasciate alle spalle 8 mile lake, alla fine arriverete al Magic Bus. (Potete cercare “Magic Bus, Stampede Trail” su Google Earth). Così, a parte il  fatto di dover camminare per 40 km a temperature poco piacevoli sembra facile ma non lo è. A meno che non ci si vada di inverno il percorso diventa molto difficile perché si cammina nel fango fino alle ginocchia, ci sono zanzare di dimensione colossali, gli insetti rendono complicato anche semplicemente tenere gli occhi aperti. Poi ci son due fiumi da attraversare: il Savage e il Teklanika. Quest’ultimo bisogna attraversarlo molto presto la mattina perché le nevi non si sono sciolte e il fiume è più basso, ma anche se è estate stiamo sempre parlando di temperature vicino allo zero.  Nel caso si pensasse di guadarlo in un momento diverso, il fiume si trasforma in un mostro con una enorme portata d’acqua che ti trascina via senza preavviso.Fu nelle acque del Teklanika che una ragazza svizzera venne inghiottita e uccisa.

Gli abitanti, dagli Inuit agli organizzatori di tour, sanno che il turismo è una delle  maggiori fonte di ricchezza per lo Stato ma purtroppo tutte queste spedizioni per il “Magic Bus” iniziano ad implicare costose missioni di soccorso.

L’Alaska, una delle terre più affascinanti del mondo, la magia delle notti artiche e dei giorni senza buio, le aurore boreali, la sensazioni di trovarsi in un mondo che non esiste più, attraggono fino al rischio della vita, perché, come anche lo brochure di viaggio ripetono, «l’Alaska non perdona».

Stefania Marchitelli

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