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FESTIVAL DI SANREMO 2014 – SERATA DI DUETTI, L’OMAGGIO ALLE CANZONI D’AUTORE: tutte le performance

venerdì, 21 febbraio 2014

Getty Images

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Come da tradizione ormai la penultima serata del Festival di Sanremo è quella dedicata ai duetti. Quest’anno, per la 64°edizione si è deciso di omaggiare le canzoni d’autore della musica italiana.
Una sorta di transfert con il Premio Tenco che vedrà i campioni in gara impegnati in performance di grande spessore, accompagnati sul palco da amici musicisti, interpreti o attori
Antonella Ruggiero con i Digiensamble Berlin, Una miniera
Singolo del 1969 dei New Trolls scritto dai componenti del gruppo (D’Adamo, De Scalzi e  Di Palo) e prima dell’ingresso completo della band nella scena progressive italiana con lo storico album Concerto grosso. Nel 1969 i New Trolls approdarono al Festival di Sanremo con il brano Io che ho te, a cui seguirono altri due singoli di successo, Davanti agli occhi miei ed Una miniera. L’anno successivo fu pubblicato l’album New Trolls (Fonit Cetra 1970), che raccoglieva i singoli prodotti dal gruppo fino a quel momento.Arisa con i Whomadewho, Cuccurucucu
Tratta dall’album La voce del padrone (EMI 1981) è una delle canzoni più note di Battiato che cita, solo nel ritornello, la canzone Cucurrucucú paloma, scritta dal cantautore messicano Tomás Méndez, nel 1954. La versione di Franco Battiato cita il proemio dell’Iliade e Il mondo è grigio/ il mondo è blu di Nicola Di Bari. Fra le altre canzoni nominate vi sono Lady Madonna e With a Little Help from My Friends dei Beatles.

Cristiano De André cante De Andrè, Verranno a chiederti del nostro amore
Il brano è tratto dal sesto disco di Fabrizio De André Storia di un impiegato (Produttori Associati 1973). La canzone venne composta dal cantautore ligure per la prima moglie (la madre di Cristiano) Enrica ‘Puny’ Rignon. Cristiano potè assistere, dal buco della serratura, alla prima esecuzione del brano appena completato, nel cuore della notte, da parte di Fabrizio alla consorte, visibilmente commossa.

Franklin Hi-Nrg con Fiorella Mannoia, Boogie
È una canzone che Paolo Conte ha scritto nel 1981 ed è stata pubblicata nel quarto disco del pianista e compositore astigiano (Paris milonga, RCA 1981). È il primo album di Paolo Conte pubblicato anche all’estero e che accentua ancora di più la strada intrapresa con il disco precedente decisamente swing e jazz. Boogie verrà interpretata negli anni successivi da Ivano Fossati.

Francesco Renga con Kekko dei Modà, Un giorno credi
Pubblicato nel primo disco di Edoardo Bennato Non fati cadere le braccia (Ricordi 1973), Un giorno credi è stata scritta con Patrizio Trampetti, musicista e componente del gruppo Nuova Compagnia di Canto Popolare. La canzone fu riproposta anche nel disco successivo I buoni e i cattivi (Ricordi 1974). Nel 1996 il cantautore ne ha registrata una nuova versione con il Solis String Quartet includendola nell’album Quartetto d’archi.

Francesco Sarcina con Riccardo Scamarcio, Diavolo in me
Diavolo in me è una canzone di Zucchero estratta nel 1989 dall’album Oro, incenso e birra (Polygram 1989). È uno degli esperimenti più riusciti di rhythm’n’blues italiani e l’album che è stato primo in classifica in Italia e Svizzera è molto conosciuto all’estero. Al disco hanno collaborato tra gli altri Eric Clapton, Jimmy Smith, Francesco De Gregori, Ennio Morricone, James Taylor (UK).

Giuliano Palma, I say i’ sto cca’
È il brano di apertura del terzo album di Pino Daniele (Nero a metà, Emi 1980) il disco è quello dell’affermazione a livello nazionale del cantautore partenopeo che crea brani che vanno al di fuori degli schemi allegramente blueseggianti, cui il pubblico di Pino Daniele era ampiamente abituato. L’album è presente nella classifica dei cento dischi italiani più belli di sempre secondo Rolling Stone Italia.

Giusi Ferreri con Alessio Boni e Alessandro Haber, Il mare d’inverno
Il brano Il mare d’inverno è stato scritto nel 1983 da Enrico Ruggeri nella città marchigiana di Marotta in provincia di Pesaro-Urbino, dove il cantautore trascorreva con la madre e le zie le sue vacanze da adolescente. Interpretata e portata al successo da Loredana Berté la canzone sarà registrata dal suo autore per l’album Presente (CGD 1984).

Noemi, La costruzione di un amore
Scritta nel 1978 da Ivano fossati per Mia Martini che la inserì nel sul album Danza, la canzone compare per la prima volta nell’album di Fossati Panama e dintorni (RCA 1981). Ancora oggi, a più di trent’anni dalla sua prima incisione, la canzone viene riproposta e arrangiata da vari artisti. Il brano è considerato una delle più belle canzoni della musica d’autore italiana.

I perturbazione con Violante Placido, La donna cannone
Scritta nel 1983 da Francesco De Gregori la canzone fu pubblicata lo stesso anno in un Qdisc di solo cinque tracce. La canzone è riconoscibile dal riff di pianoforte con le tre note iniziali, un preludio perfetto per un brano che è stato in vetta alla classifica dei singoli tanto da rendere questa una delle canzoni d’amore più belle della musica italiana.

Raphael Gualazzi e Bloody Beetroots con Tommy Lee, Nel blu dipinto di blu
Conosciuta anche con la parola che apre il ritornello Volare è una delle canzoni italiane più famose al mondo. Scritta da Domenico Modugno e Franco Migliacci fu presentata per la prima volta al Festival di Sanremo del 1958 dallo stesso Modugno e da Johnny Dorelli vincitore di quell’edizione. Da quel momento il brano ottenne un successo planetario. La canzone ha partecipato anche all’Eurovision Song Contest 1958, classificandosi al terzo posto.

Renzo Rubino con Simona Molinari, Non arrossire
È la canzone che nel 1960 ha portato al successo popolare Giorgio Gaber. Un ‘lento’ con il quale partecipa alla Sei giorni della canzone e segna per Gaber il passaggio dal rock’n’roll al teatro canzone.

Riccardo Sinigallia con Paola Turci, Marina Rei e Laura Arzilli, Ho visto anche degli zingari felici
È la canzone che da il titolo del quarto album del cantautore Claudio Lolli, pubblicato nel 1976 dalla EMI Italiana e considerato fondamentale per la storia della musica d’autore italiana. Il titolo è la citazione di quello di un vecchio film jugoslavo (Skupljaci perja 1967). Il brano, molto lungo, è stato scritto nel 1975 e nel disco è diviso in due parti. Sinigallia propone la seconda parte quella che chiudeva il disco.

Ron, Cara
Cara è una delle canzoni più intense di Lucio Dalla ed è tratta dal suo album Dalla (RCA 1980) un album registrato in studio che diventò il disco più venduto quell’anno. Nel disco altre canzoni di successo come Balla balla ballerino, Futura e Siamo dei, che ormai fanno parte della cultura musicale italiana. L’epitaffio sulla tomba di Lucio Dalla sono due versi tratti proprio dalla canzone Cara.

 

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