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Parigi: i locali chic nascondono i clienti brutti

giovedì, 7 novembre 2013

Parigi, tavoli in prima fila solo ai belli/Roma – I clienti belli di qua, i brutti di là; sembra siano queste le severe regole di sistemazione clientela , almeno stando a quanto riportato dal giornale satirico ‘Le Canard Enchainé’, che vigono nei ristoranti di lusso appartenenti alla catena Costes.

A rivelare tale distinzione, tutt’altro che chic, operata nei confronti dei clienti sono state due ex dipendenti di Georges, ristorante extra lusso all’interno del Centre Pompidou; qui i direttori avrebbero dato indicazioni ai manager riguardo alla divisione dei clienti in due categorie: i ‘belli’ nei tavoli più in vista, i ‘non belli’ – ossia ‘brutti’ – in posti più ‘intimi’, cioè appartati e meno visibili.

Stando a ciò che raccontano le ragazze, tale divisione è molto importante e da effettuare a prima vista; inutile dire che anche le stesse cameriere sono selezionate con criteri molto rigidi, altezza minima 1,70, fisici da top model, sotto i 30 anni.

Sembra che spesso lo stesso proprietario della catena, Gilbert Costes, arrivi nei suoi ristoranti per insegnare al personale a ‘gestire la clientela’: ‘Ci impartisce i principi della casa, di cui va molto fiero, visto che è stato lui ad inventarli: ‘ci sono le persone belle, che vanno messe qui. Ci sono le persone non belle, che vanno messe là…’ Non è per niente complicato!’, racconta una delle ragazze al giornale noto per i suoi scoop.

La regola ovviamente non vale per le celebrità, che la fama rende naturalmente belle, e per quanto riguarda le prenotazioni telefoniche, la frase che leva dagli impacci è questa: ‘Faremo il possibile, ma non possiamo garantire nulla…’. Sarà poi il cameriere, una volta visualizzato il cliente, valutare se merita un tavolo in prima fila o nelle retrovie.

Contattati dall’Ansa, rappresentanti del gruppo Costes negano vigorosamente: ‘Non c’è nessuna regola di questo genere. Sarebbe orribile, non siamo nel 1939′ affermano.

Quale sarà la verità?

 

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