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Guida ai cinesi maleducati: dal governo, una guida di comportamento all’estero

lunedì, 7 ottobre 2013

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pechino redige guida di comportamento per cinesi in vacanza/Roma – Sono stati 83 milioni i cinesi che lo scorso anno si sono recati all’estero per turismo: hanno speso 102 miliardi di dollari, mantenendo sì viva l’economia del turismo mondiale, ma guadagnandosi allo stesso tempo anche una pessima fama:  sembra infatti che i turisti cinesi si facciano riconoscere  per la maleducazione.

Le autorità cinesi temono giustamente che i connazionali che si recano in vacanza all’estero, non comportandosi in maniera adeguata, diano una immagine negativa dell’intero paese.

La soluzione? Una ‘Guida di comportamento civile all’estero’, redatta dall’Amministrazione nazionale del turismo cinese e composta da ben 64 pagine di regole.

Nel novello galateo del turista internazionale si trova ogni tipo di raccomandazione: non sputare rumorosamente per strada (sembra che ad Hong Kong si siano lamentati di tale abitudine cinese), non mettersi le dita nel naso, non fare pipì nelle bottiglie di plastica all’aperto, non parlare ad alta voce nei luoghi pubblici (nell’educatissima Thailandia i cinesi al ristorante si fanno sempre riconoscere).

Non mancano quindi i consigli dedicati ai vari Paesi visitati, che a volte fanno sorridere per l’ingenuità: in Francia non regalare crisantemi e fiori gialli; in Spagna le donne devono necessariamente indossare orecchini, altrimenti agli occhi degli spagnoli sarebbero considerate seminude;  non regalare fazzoletti agli italiani, sarebbe come augurare lacrime; non chiedere agli inglesi, molto riservati, se hanno mangiato, che è invece un modo comune di salutare in cinese.

Che dire poi della Germania, dove è sconsigliato richiamare l’attenzione di qualcuno schioccando due dita, perché lì è il modo in cui si richiamano i cani, o  dell’Africa dove bisogna assolutamente evitare di chiamare i cittadini ‘negri o neri’?

Tra i consigli generali anche quello di non portare con sè come souvenir il giubbotto di salvataggio dopo un viaggio aereo: ‘In caso di emergenza qualche passeggero in seguito si troverebbe sprovvisto’.

Importantissimi invece i consigli che scongiurano il coinvolgimento dei turisti in delicati incidenti diplomatici: non chiedere carne di maiale nei Paesi islamici, non parlare male della famiglia reale thailandese (per la legge di Bangkok può essere considerato vilipendio).

 


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