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TOP FIVE: i più strabilianti errori architettonici

mercoledì, 4 settembre 2013

Classifica errori architettonici più famosi/Roma. Alcuni di essi sono diventate vere e proprie attrazioni turistiche famose in tutto il mondo e dalla enorme rilevanza artistica, altre si sono rivelate delle gaffes di dimensioni colossali, altre ancora hanno rischiato di ‘squagliare’ letteralmente turisti e relativi gadgets… altri sono stati semplicemente abbattuti.

Stiamo parlando degli errori architettonici più famosi del mondo, di cui oggi vi riportiamo una divertente Top Five!

1) Torre di Pisa, Pisa, Italia: monumento che non ha praticamente bisogno di presentazioni, è il tipico esempio di fallimento che si rivela nei secoli un successo globale. La sua costruzione è stata intrapresa il 9 agosto del 1173 sotto la guida dall’architetto Bonanno Pisano. Tutto procedeva normalmente, senonchè, pochi anni dopo, iniziata la costruzione del terzo livello, la torre cominciò ad inclinarsi per colpa delle sue fondamenta in argilla. La costruzione è stata interrotta e poi terminata da un parente di Pisano nel 1372, 199 anni più tardi. Sfidando la gravità, vincendo su guerre, bombardamenti e terremoti, questo monumento resiste nella sua incertezza, che ne è allo stesso tempo difetto e caratteristica vincente, che lo ha reso uno dei più visitati e suggestivi del mondo.

2) Caserma della Marina Militare, Coronado, CA, California: questo edificio, che rappresenta una delle più colossali gaffes architettoniche che si possano immaginare, è stato costruito nel 1960 ed è composto da 4 edifici a forma di L che girano intorno ad un fulcro. Grazie a Google Earth però, nel 2007 è balzato agli occhi di tutti come la forma dell’edificio, vista dall’alto, ricordi una svastica nazista gigante. L’architetto John Mock si è difeso affermando che tale somiglianza non era intenzionale e che l’edificio era anche stato insignito di un premio. Dal canto suo, in seguito al clamore suscitato, la Marina si è detta pronta a spendere fino a 600 mila dollari per il  ‘effettuare delle modifiche architettoniche’. In realtà l’edificio si trova ancora, intatto, all’intersezione di TulagiBougainville, due strade intitolate, manco a dirlo, a battaglie della Seconda Guerra Mondiale.  Epic Fail.

3) Vdara Hotel, Las vegas, Usa: questo hotel è letteralmente un ‘argomento caldo’ a Las Vegas… nonostante l’edificio, rispetto agli standard della città, nella sua struttura di vetro a mezzaluna con piscina sia poco rilevante.  La sua particolare forma curva però, insieme al caldo, al sole abbagliante e alla mancanza di altri ostacoli, agisce come una enorme lente di ingrandimento, creando quello che i proprietari dell’edificio chiamano una ‘convergenza solare’, soprannominata invece dai dipendenti il ‘raggio della morte’. L’edificio è salito agli onori della cronaca quando un visitatore ha dichiarato di essersi ritrovato leggermente ustionato, con i capelli bruciacchiati e con il sacchetto di plastica in cui trasportava le sue cose praticamente sciolto.

4) The Cloud, Seoul, Corea del Sud: la forma di questi edifici completati nel 2011 dovrebbe ricordare quella di due grattacieli immersi dalle nuvole, ma il fato (ci auguriamo infatti che si tratti di una gaffe non intenzionale) ha voluto che somigliassero di più alle Torri Gemelle durante il tragico attacco terroristico del 2001. Gli architetti olandesi autori della sfortunata opera si sono scusati e ora circolano voci su una possibile ristrutturazione per rimediare all’errore.

5) Administration Building Larkin, Buffalo, Usa: forse non tutti sanno che il famosissimo Frank Lloyd Wright, autore di alcune tra le opere architettoniche più belle d’America, ha anche firmato edifici non proprio riusciti. E’ il caso dell’ Administration Building Larkin costruito per l’azienda Soap Larkin a Buffalo, New York nel 1906. L’edificio era sì  innovativo per l’epoca (utilizzo della luce solare naturale, aria condizionata..) ma poco pratico: tutta la luce interna proveniva dal lucernario di 76 metri sopra il piano nobile, che aveva funzione di comune area di lavoro, con piccoli uffici a lato; le lamentele riguardavano tetti con infiltrazioni di acqua , aree di lavoro senza luce e mancanza di privacy tanto che, dopo il fallimento della ditta, l’edificio è stato demolito.


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