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Booking tra le proteste: Hotel con troppi gay valutato 2.5

lunedì, 6 agosto 2012

Manifestazione omosessuale (GettyImages)

Troppi gay e l’albergo in Sardegna prende 2.5 \ Roma – Internet è senza dubbio la patria della libera parola, luogo dove ognuno può dire la sua senza filtri o cesure: un fatto solitamente ritenuto grande vantaggio ma a volte capace i girarsi in una vera e propria minaccia.

La libertà è infatti un’arma a tutti gli effetti e così, a volte, rischia di  ferire il prossimo o, persino, insultare un’intera regione.

Così è stato ad esempio per la Sardegna e per la comunità omosessuale, alle quali sono arrivati veri e propri schiaffi dalla più famosa piattaforma di viaggi, Booking.com. Qui infatti un hotel a quattro stelle del nord est della Sardegna ha ricevuto un 2.5 di valutazione, correlato da un commento a dir poco incredibile: «Il personale di servizio estremamente scortese sin dall’inizio mi ha subito fatto intuire lo spirito dell’hotel. Preferenza per coppie gay che spopolavano nella hall dell’albergo come rondini a primavera. La Sardegna offre molto meglio».

Tante effusioni tra persone dello stesso sesso hanno evidentemente disturbato la giovane coppia ospite dell’hotel ma, ancor più disturbati, sono stati gli albergatori e l’assessore regionale del Turismo Luigi Crisponi ch ha commentato così l’infelice valuazione:

«Ci ha stupito e indignato leggere queste parole – spiega l’assessore Crisponi –. Stupito perché noi monitoriamo quotidianamente i principali portali turistici. E conosciamo booking.com come sito serissimo e normalmente molto attento. Ci sembra incredibile dunque che, ferma restando la libertà decisionale del portale nel pubblicare le recensioni, anche negative, degli utenti, abbiamo integralmente ospitato un commento offensivo ed eticamente scorretto. Come lo è qualunque commento discriminatorio nei confronti di qualsiasi genere di utente. […]Ci hanno indignato poi le parole dei due turisti, oltretutto una giovane coppia che si presume dovrebbe essere più aperta culturalmente. Parole che macchiano il profondo senso di ospitalità dell’isola. Che accoglie tutti come graditi ospiti, quali che siano i loro orientamenti sessuali, che certo non ci riguardano. E men che mai ci scandalizzano».

Adesso non resta che chiedere a Booking un po’ più di  monitoraggio sui commenti ma, soprattutto, agli utenti un po’ più di rispetto e maturità: la libertà è una grande responsabilità da gestire.

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