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Vacanze studio o lavoro: come imparare una lingua in vacanza lavorando

mercoledì, 23 maggio 2012 0

Lavorare da Starbuck's (GettyImages)

 

Una vacanza per imparare una lingua sul posto \ Roma – Se c’è un metodo davvero infallibile per apprendere le lingue è quello di immergervisi pienamente, vivere davvero nel mondo in cui queste lingue crescono e tentare di avere con esse un approccio pratico: come fare? Senza dubbio un periodo lavorativo in terra straniera è il modo migliore per mettere all’opera questo approcci di studio diretto e l’estate ci fornisce il tempo libero necessario per tentare questa nuova esperienza: una vacanza di lavoro non è di certo il desiderio più comune ma prendere un aereo e andare all’estero per una full immertion lavorativa nella lingua può essere davvero un’esperienza sopraffina.

Naturalmente l’esperienza può essere delle più diverse e andare dal volontariato al servire caffè in un bar: tutto sta dunque nell’organizzarsi e nell’avere qualche idea tra cui spaziare ma, soprattutto, tanta voglia di mettersi alla prova.

Innanzi tutto si può allora scegliere di affidarsi ad una delle molte organizzazioni che gestiscono esperienze di aiuto per il prossimo: fare del bene è infatti un metodo eccellente non solo per aiutare gli altri ma anche per incrementare la propria cultura, venendo a contatto con persone e, appunto, lingue diverse. Esperienze di volontariato però possono essere vissute anche a favore non di persone ma dell’ambiente: ciò porterà a visitare luoghi bellissimi e a dar vita a rapporti con persone di diverse nazionalità che potranno certo aiutare a mettersi ogni giorno alla prova, come persone ma anche come conoscenze delle lingue.

Se invece si preferiscono esperienze meno estrose ci si può affidare aduna delle molte aziende multinazionali come H&M, Benetton e naturalmente Starbuck’s: si tratta di grandi catene presenti davvero ovunque nel globo e che spesso cerano ragazzi per infoltire le loro fila soprattutto nei punti vendita, luoghi perfetti per stare a contatto sempre con gente nuova e sviluppare così proprietà di linguaggio ben più evolute di quelle che possono essere acquisite in una semplice scuola.

Infine potrebbe essere utile anche entrare a contatto con una famiglia, convivendo con loro e aiutandoli in casa magari anche come baby sitter: così si potrà infatti non solo apprendere la lingua ma comprendere anche a pieno uno stile di vita spesso assai lontano dal nostro. Per entrare dunque a 360 grandi in  una cultura via famiglia si può cercare direttamente qualche offerta di lavoro sul posto oppure muoversi già dall’Italia attraverso internet: un ottimo sito di riferimento è certo au pair, ricco di opportunità lavorative in famiglia e garanzia di sicureza per datore di lavoro e aspirante dipendente.

Con la voglia di fare e un po’ i flessibilità vivere una piccola esperienza lavorativa all’estero non è dunque impossibile e chissà che, appresa la lingua, quel lavoretto non possa evolversi in un nuovo e appassionante lavoro a tempo pieno.

Francesca Testa

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