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Giardini segreti: i più belli in Italia

lunedì, 7 maggio 2012

Parchi più belli Italia/Roma-La primavera rappresenta il periodo migliore per passare qualche giornata all’aria aperta in mezzo alla natura. Oltre a migliaia di boschi e aree incolte, l’Italia possiede una lunga tradizione per quanto riguarda i giardini che, spesso progettati da grandi paesaggisti, adornano sin dall’antichità residenze e palazzi nobiliari. Il concorso ‘Il Parco più bello’ premia da dieci anni i giardini più suggestivi della penisola e può fare da guida per andare alla scoperta delle eccellenze del patrimonio green italiano:

 

Villa Durazzo Pallavicini (Genova): il giardino dell’omonima villa è conosciuto soprattutto per la presenza del Museo Archeologico ma rappresenta uno dei migliori esempi in Italia di giardino romantico ottocentesco. Il progetto dell’area venne affidato attorno al 1835 allo scenografo teatrale Michele Canzio, che creò un itinerario melodrammatico in tre atti corredati da piante, finte rovine e affreschi. L’immagine finale del dramma, per esempio, è quella del Paradiso, identificato con il Lago Grande, un placido specchio d’acqua arricchito da un ponticello orientale e da un tempietto neoclassico. Il giardino è visitabile tutto l’anno, per informazioni clicca qui.

 

Villa La Foce (Siena): il giardino venne realizzato attorno agli anni ’30 dall’inglese Cecil Pinsent e racconta parte dell’evoluzione paesaggistica della Val d’Orcia. Accanto alla realizzazione del giardino, infatti, i Marchesi Origo bonificarono tutta l’area rendendola coltivabile e migliorando, in questo modo, la condizione sociale della popolazione. Il giardino venne costruito su dei terrazzi secondo lo stile rinascimentale, con le piante disposte in modo geometrico e poi sempre meno ordinate con l’avvicinarsi del bosco. Oggi il giardino ospita diverse manifestazioni culturali, per maggiori informazioni clicca qui.

Giardino di Ninfa (Latina): il giardino di Ninfa venne progettato attorno agli anni ’20 da Gelasio Caetani a completamento delle rovine archeologiche dell’area. La disposizione del giardino, apparentemente libera e spontanea, rappresenta un esempio perfetto dello stile inglese, che mira a ricreare atmosfere romantiche e bucoliche, apparentemente non intaccate dall’uomo. Nel corso degli anni, il giardino divenne ritrovo privilegiato di artisti e letterati e venne arricchito con nuove piante che oggi rendono l’armonia dei suoi colori pressochè perfetta. Oggi il giardino è gestito dalla Fondazione Caetani; per maggiori informazioni, clicca qui.

Villa San Michele (Napoli): il giardino si trova ad Anacapri in una posizione panoramica e venne progettato dal medico, nonché abitante della splendida residenza, Axel Munthe. Aperto sin dagli anni ’30 al pubblico, conserva diverse specie rare provenienti da tutto il mondo; oltre a piante mediterranee scelte per la loro bellezza o per il loro significato simbolico, vi sono pini e betulle importati dalla Svezia, il paese natale di Munthe. Camminando lungo i viali del giardino, inoltre, si incontrano diversi reperti archeologici e splendide sculture realizzate attorno all’800. Il giardino ospita oggi eventi e concerti ed è sede dell’Istituto di Cultura Svedese; per maggiori informazioni clicca qui.

Giardino della Kolymbetra (Agrigento): il giardino si trova nel cuore dell’area archeologica della Valle dei Templi e raccoglie in pochi ettari tutte le specie del sud della Sicilia. Circondato dai templi di Castore Polluce e di Vulcano, conserva lembi di macchia mediterranea, terrazzamenti in stile arabo coltivati ad agrumi e un torrente lungo il quale si trovano pioppi, salici e tamerici. Secondo gli storici, il giardino venne progettato attorno al 500 aC come l’area verde dell’antica città di Akragas e lì si trovavano giardini verdissimi e una grande piscina per l’allevamento dei pesci d’acqua dolce. Il giardino della Kolymbetra è ora parte del patrimonio del Fai; per maggiori informazioni clicca qui.

 

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