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Primo Piano | Viaggiare in aereo: comportamenti più sgraditi e buone maniere a bordo

mercoledì, 7 settembre 2011

QUALI COMPORTAMENTI DEI PASSEGGERI INFASTIDISCONO DI PIU’, COEM CI SI DOVREBBE COMPORTARE IN AEREO \ ROMA – Salire sull’aereo pronto a decollare è un momento davvero magico: quel viaggio prenotato da tempo ha inizio, quindi non resta che passare il gate, sistemare i propri effetti personali nella cappelliera e accomodorasi al proprio posto… ecco però che il vicino inizia a invadere il bracciolo, il bambino dietro di noi si esibisce in lagne senza fine che già sappiamo saranno la colonna sonora del volo ed infine, mentre l’aereo sorvola il mare, l’uomo alla nostra destra decide di mettersi più comodo togliendosi le sneakers così da fornirci anche il sottofondo odoroso per la tratta. Il viaggio inizia dall’incubo.

Chiunque abbia del resto mai affrontato un viaggio in aereo sa bene quali piccoli e grandi elementi di disturbo possano emergere in volo e quanto questi possano rendere la permanenza a bordo simile ad un’Odissea: un sondaggio di Lonely Planet ha interrogato i propri lettori esattamente su questi comportamenti fonte di stress nei viaggi in aereo, proponendo poi un decalogo di “bon ton in volo“.

L’invadenza sembra essere in assoluto il comportamento meno tollerato, sia sotto il profilo fisico che sotto quello “acustico”: infatti gli spazi personali non vengono quasi mai rispettati, con gli schienali che si abbassano a formare quasi un letto o i piedi del compagno di viaggio del sedile posteriore che scalciano sulla zona lombare ; anche il “gossip forzato” non è però particolarmente amato, poichè essere obbligati dagli spazi ristretti a sentire i particolari privati dei nostri vicini, che si scambiano confidenze con voce da megafono, non è ancora annoverato tra le attività favorite dai viaggiatori.

Particolarmente fastidiose sono però ritenute anche le urla dei vicini più piccoli che, annoiati dalla forzata inattività o più semplicemente poco inclini al silenzio, non riescono proprio a quietarsi: in questo caso la responsabilità è naturalmente non del bambino ma di mamma e papà che dovrebbero prima della partenza assicurarsi di poter distrarre il figlio con giochi poco rumorosi ma in grado di far passare il tempo piacevolmente.

In fin dei conti un buon viaggio può essere garantito solo dalla volontà di tutti i passeggeri di preoccuparsi anche del prossimo: rispettare gli spazi, occuparsi dei proprio figli ed avere un massiccio uso del sapone prima di imbarcarsi sono in realtà semplice norme di convivenza quotidiana, rese ancor più essenziali dallo spazio limitato di un aereo. La vecchia regola “non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te” potrebbe esse un ottimo inizio per le vacanze di tutti i passeggeri.

Francesca Testa

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