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Guida di Viaggio | Copenhagen: un concentrato di bellezza tra campagna e mare

sabato, 3 settembre 2011

DALLA SIRENETTA ALLA LUNGA VIA DELLO SHOPPING, COPENHAGEN E’ UNA CITTA PIENA DI STORIA, SHOPPING E MERAVIGLIE DA SCOPRIRE \ ROMA – C’è una città che “affiora gradualmente dalla campagna circostante. Le sue dimensioni la rendono facile come una piccola cittadina, ma senza negarle l’importanza culturale di una metropoli”. Così lo scrittore olandese contemporaneo Peter Hoeg descrive Copemhagen: un luogo a misura d’uomo ma che non ha nulla da invidiare alle grandi capitali europee, ai cui grandi viali sostituisce piccole e pittoresche stradine che si diramano fino a lambir le coste del gelido mare.

Il suo essere città dalla gloriosa storia viene mostrato senza veli dal vento che spazza i piccoli vicoli, risultato del venir meno delle mura protettive nel XIX secolo, e dal fascino dell’isola di Slotsholmen storico cuore pulsante della città: quest’ultima è infatti il luogo in cui il vescovo Absalon costruì un castello in pietra nel 1167, da cui poi si sviluppò man mano la città attraverso una fitta rete di vicoli ed edifici che oggi si presentano come una mappa dell’evoluzione lungo i secoli. Sull’isola sorgono ancora oggi alcuni tra gli edifici più significativi della città, come Christianborg Slot, versione novecentesca del palazzo costruito attorno al 1730 dal re Cristiano VI e attuale sede del Parlamento danese, dellaSala delle Udienze Realie di un’affascinante esposizione sugli scavi dell’originaria fortezza di Absalon, o come Kongelige Det Bibliotek (Libreria Reale), la più grande biblioteca della Scandinavia.

Il cuore mondano e dello shopping si trova però nella Strøget, la via più famosa della città e forse la più lunga al mondo, area pedonale già dal 1962: da qui si diramano piazze e vie popolate di negozi, caffè ristoranti ma anche tanti luoghi storici da ammirare. In primo luogo vi è il Quartiere Latino che va a occupare in pratica il perimetro dell’Università di Copenhagen, un’area in gran parte pedonale; ai due estremi della via si trovano non a caso Kogens Nytorv, il vecchio centro città, e Radhuspladsen, l’attuale centro.

Per uno shopping davvero alla moda bisogna però recarsi presso laKøbmagergade, dove si trova anche il Museo dell’Erotismo, Museum Erotica, attrattiva alquanto pittoresca ma anche molto divertente. Sempre inq uesta zona il visitatore avrà l’occasione di ammirare il panorama cittadina: nella stessa via si trova infatti laRundetårn, ovvero la torre rotonda costruita nel 1642 daCristiano VI, il più antico osservatorio astronomico funzionante d’Europa, con i suoi 35 metri di altezza.La bellezza del panorama è comunque una sorta di ricompensa poichè per poterlo ammirare si devono percorrere 209 metri di rampa a spirale.

La parte più caratteristica arriva però nei pressi del mare dove il quartiere di Nyhavn, la zona del vecchio porto (anche se il suo nuo significa Porto Nuovo), si colora delle tipiche case olandesi punteggiate da caratteristici locali che invitano l’avventore ad accomodarsi e sorseggiare un aperitivo con vista sul canale. Qui vicino sorge poi Christiania, “la città hippy” sorta a inizio anni Settanta, è ancora lì con i suoi colori divisi tra murales e mercatini, pronti ad affascinare avventori di ogni età.

Altro luogo noto un po’ a tutti è la piazza principale della città, Radhusspladsen, dove si trovano i celebri Giardini di Tivoli, storico e famoso parco dei divertimenti, e la Stazione centrale a sud-ovest. Ma una delle più grandi ricchezze della città è senza dubbio la rande offerta museale: c’è la Ny Carlsberg Glypotek ,galleria fondata a fine ‘800 dal magnate della birra Carlsberg, Carl Jacobsen, che offre grandi collezioni di arte antica del Vicino Oriente e del Mediteranno, un giardino con palme sormontato da una cupola in vetro gigante dove sono ospitati sarcofagi romani e sculture danesi, il tutto unito ad opere di Monet,Pissarro,Renoir,DegasCézanneVan Gogh;vi è poi ilFrihedsmuseet, memoria della resistenza danese ai nazisti, e ilKunstindustrimuseet, con le sue raffinate collezioni d’arte.

Infine la Danimarca è pur sempre una monarchia e così non potevano mancare le dimore reali: in primo luogo vi è il Palazzo di Amalienborg Slot, un comprensorio formato da cinque edifici in stile rococò affacciati su una piazza di forma ottagonale dove al centro si trova il monumento equestre di Federico V; il più noto è però certamente il Rosemborg Slot, edificato nel ‘400 si pregia di ospitare una incredibile quantità di  mobili stravaganti, tappeti e ninnoli ma soprattutto è circondato dal verdissimo.

Ultima ma solo perchè quasi troppo celebre per essere posta tra le righe c’è la “Sirenetta“, simbolo bronzeo che emerge dalle acque come omaggio dello scultore Edvard Eriksen all’opera di un autore che si innamorò di questa città, Hans Christian Andersen.

Un amore che i visitatori, anche se dotati di una penna meno felice per esprimerlo, non potranno non provare nei loro cuori camminando per questa città in cui il fascino antico sembra sopravvivere facendo scivolare il tempo tra le sue vie, dove la Sirenetta saluta i turisti persi tra mercatini, quadri d’autore e dimore regali… dove moderno e storico sono termini che trovano significato solo nella loro fusione, nel loro combinarsi per dar vita ad una nuova parola che suona come Copenhagen.

Francesca Testa

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