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Guida | Londra, la capitale del calcio: stadi e tradizioni

martedì, 1 marzo 2011

Stamford Bridge (foto da web)

GUIDE LONDRA CALCIO STADI / LONDRA (Inghilterra) – “Posso resistere a tutto fuorchè alle tentazioni”, diceva Oscar Wilde, e dello stesso parere sono anche gli sportivi inglesi. Potete togliere tutto infatti ad un cittadino londinese, ma non la passione per quello sport che mette d’accordo tutti nel mondo, ossia il calcio, o meglio il football. Londra è la seconda città al mondo dopo Buenos Aires (Argentina) per il numero di stadi di squadre di calcio professionistico: ne ha ben 14. Più o meno ogni 800 mila abitanti si può trovare uno stadio di una squadra per cui tifare. E in questa lista non sono stati contati tre impianti storici e fondamentali della capitale inglese: ossia Wembley, che con una capienza di 90 mila posti è il più grande di tutta la nazione, ospita le partite della nazionale e numerosi concerti; Twickenham, che con 82 mila seggiolini ha reso celebre la squadra di rugby nel 6 nazioni e nel mondo; infine il nuovo Stadio Olimpico, eccelsa costruzione moderna che sarà conclusa nel 2011, alle porte delle Olimpiadi che la capitale inglese ospiterà nel anno successivo.

Dei 14 stadi 5 sono protagonisti della Premier League, il campionato più completo, più affascinante e più mediatico al mondo. I cinque, in ordine di grandezza, sono: Emirates Stadium, Stamford Bridge, White Hart Lane, Boleyn Ground e il Craven Cottage, rispettivamente stadi delle squadre dell’Arsenal, Chelsea, Tottenham, West Ham e Fulham.

EMIRATES STADIUM – Dei cinque stadi è quello più recente. Finito di costruire nel 2006, è la casa dell’Arsenal, che anticipando i tempi di altre società, ha deciso di investire parte del suo capitale in una struttura di proprietà, con tanto di negozi di merchandising e di ristoranti. Modello per le società d’avanguardia, l’Arsenal non è solo un’entità che si distingue per i talent scout in giro per il mondo pronti ad acquistare giovani promettenti (Fabregas l’ultimo esempio), ma è anche un esempio di evoluzione economica autoctona che farebbe invidia alla civiltà dei Maya. Ma a differenza dei Maya i Gunners non avranno un destino avverso che li farà sparire nel nulla. Il futuro dell’Arsenal si prevede infarri sempre più roseo. Il vecchio Highbury, primo stadio della squadra, aveva una capienza di solo 38 mila posti, decisamente pochi rispetto agli standard dei grandi team europei. L’Emirates ha 60 mila posti e si trova tra i quartieri di Holloway ed Ilsington. Il campo non è coperto ma lo sono tutti i posti a sedere. Ci sono anche un museo con tutti i trofei vinti e la visita guidata è scontata, 2 ingressi al prezzo di uno. Grazie alla rete capillare di metropolitane di Londra raggiungere lo stadio è molto semplice: la fermata si chiama proprio Arsenal e la linea è la Piccadilly Line.

STAMFORD BRIDGE –  Con più di 42 mila (ma con la promessa di ampliarli presto a 55 mila) posti a sedere, lo stadio del Chelsea è il secondo più grande della lista. Si narra che un giorno Roman Abramovich, il noto magnate russo, ci volò sopra con il suo elicottero, e si innamorò tanto della struttura e del suo colore blu intenso, che decise in quel momento di comprare la squadra del Chelsea. Abramovich con i suoi investimenti milionari ha dato il via ad un nuovo ciclo per i Blues, facendo diventare il Chelsea una delle società più potenti del mondo. La costruzione dello stadio è molto antica, risale al 1877, ma nel corso degli anni ha subito numerose ristrutturazioni. Situato ad ovest della città, vicino alle zone di Fulham e Hammersmith (quartiere citato nel famoso live album dei Motorhead del 1981), è il più centrale dei ‘big five’ e quello che ha il maggior numero di pub nelle vicinanze. Ecco, se volete vivervi appieno l’atmosfera inglese, prima di andare a vedere una partita, anche a mezzogiorno, dovrete prima riempirvi la pancia con un bel po’ di pinte per poi poter allegramente muovervi a piedi fino allo stadio e cantare cori fino allo sfinimento. La fermata di metro più vicina è quella di Fulham Broadway della District Line. Anche questo stadio ha un museo tutto suo, aperto dal 2005, dove si possono trovare anche gadget appartenenti alla vera leggenda del passato più recente della squadra, Josè Mourinho.

WHITE HART LANE – Il White Hart Lane è  la sede della squadra ebraica della Premier, il Tottenham, che proprio quest’anno è tornato nel Gotha del calcio grazie all’accesso alla Champions League. Lo stadio è più semplicemente chiamato The Lane dai suoi tifosi. Ha dei dati numerici curiosi: ha una capienza molto limitata rispetto alle altre squadre di alto livello, poco più di 36 mila posti. Ma questo è dovuto alle riforme della Thatcher degli anni ’80, che obbligava le società a mettere seggiolini nelle strutture per evitare incidenti come quello dell’Hillsborough. In precedenza lo stadio poteva far entrare addirittura 70 mila tifosi a partita. Questa riduzione a breve diventerà solo un discussione da pub perchè anche il Tottenham ha in progetto il suo nuovo stadio, che porterà in dote ben 56 mila posti a sedere. Fino alla costruzione di Wembley, ‘The Lane’ è stata la sede delle maggiori partite della nazionale inglese, ed ha anche ospitato partite di Footbal Americano e un incontro storico di pugilato nel 1991 (quello fra Eubanks e Watson). Lo stadio è più facile da raggiungere con il treno che con la metropolitana, ha proprio una fermata, White Hart Lane, situata nel quartiere che dà il nome alla squadra.

BOLEYN GROUND – Boleyn Ground è il nome ufficiale, ma viene comunemente chiamato nella zona est della capitale, Upton Park. Sede del West Ham, fulcro del vero tifo da hooligan sia del passato sia dell’attualità. Famose e pericolose le sfide con un’altra squadra di Londra che milita in terza divisione, il Milwall (le due tifoserie sono protagoniste anche del film Hooligans). Non c’è persona in tutta la zona Est che non apprezzi le gesta della squadra più popolare e forse più amata nei sobborghi. Il West Ham per alcuni inglesi è come una cultura, il portare la maglietta della squadra è come tatuarsi sul corpo il nome della propria madre. Con una capienza seppur limitata a soli 35 mila posti (ma che aumenteranno a 40 mila prossimamente) riesce a creare un’atmosfera degna dell’Aly Sami Yen, stadio che ha ospitato il Galatasaray fino all’anno scorso e che è diventato famoso per il tifo di stampo sudamericano, ossia sfrenato, baccanoso e cartaceo. Nonostante la squadra lotti da anni per la salvezza, l’apporto dei fans non sembra mai mancare. I tifosi del West Ham sono il migliore esempio di quello stile inglese per cui si sostiene la squadra, sempre e comunque, anche se sotto di 3 gol. Ecco, ad Upton Park potrete trovare e sentire questa passione calcistica irrefrenabile. Un’ala dello stadio è dedicata alla stella maggiore della storia della squadra, Bobby Moore, capitano per 10 anni degli Hammers e vincitore del mondiale del 1966 con l’Inghilterra. La fermata di metropolitana più vicina è quella di Upton Park della District Line.

CRAVEN COTTAGE –  Infine il meno famoso dei cinque, ma comunque importante per storia e locazione, Craven Cottage, ossia la casa del Fulham, squadra finalista della scorsa edizione dell’Europa League (vinta poi dall’Atletico di Madrid). Lo stadio costruito nel 1986 ha una capienza alquanto limitata per una squadra che milita nella massima serie, appena 25 mila e 700 posti a sedere. Deve il suo nome ad un nobile inglese, ha vicino all’ingresso la statua del suo calciatore più rappresentativo, Johnny Haines, definito da Pelè il ‘miglior assistman che abbia mai visto’. Nonostante le dimensioni ridotte è stata sede anche di alcune partite di rugby e di calcio della nazionale inglese. Recentemente ha visto la nostra rappresentativa allenata da Cesare Prandelli nell’agosto dell’anno scorso contro la Costa d’Avorio. Un dato particolare è che il Fulham è stata l’ultima squadra della Premier ad ospitare spettatori in piedi, nella stagione 2001/2002. La fermata più vicina è quella di Putney Bridge, anche questa appartenente alla Disctric Line.

Insomma, l’Inghilterra è una nazione che vive di calcio, respira calcio, scommette sul calcio, spende una infinità di soldi per questo sport e ne fa una questione di cuore e di origini. A differenza delle altre grandi nazioni europee, difficilmente tiferai per una squadra lontana dal quartiere dove sei nato e/o cresciuto. E difficilmente vedrete uno stadio semi vuoto, anche se si tratti di una sfida di FA Cup contro una squadra di quarta divisione. Il calcio a Londra è bello perchè è semplice, ma allo stesso tempo un’evasione essenziale. Perciò, per citare di nuovo Wilde, e per concludere così come si è iniziato, “adoro i piaceri semplici, sono l’ultimo rifugio del complicato”.

Gerson Therry Seregni

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