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Guida | Sicilia, top ten dei luoghi da visitare

lunedì, 28 febbraio 2011

Il teatro greco di Taormina (Foto dal web)

GUIDE SICILIA TOP TEN DEI LUOGHI DA VISITARE / ROMA – La Sicilia è la più grande isola del Mediterraneo e una delle terre più affascinanti del pianeta. Crocevia di molte civiltà nei secoli, insieme alla Grecia può essere considerata la culla della civiltà occidentale. I popoli che nei secoli si sono stabiliti nell’isola hanno lasciato in eredità un patrimonio culturale e artistico che non ha eguali nel mondo. Un clima mite ed una natura per certi aspetti incontaminata, isole ed isolette meravigliose, le più belle spiagge del Mediterraneo, fondali marini incantevoli, vulcani attivi, monti e pianure, fanno della Sicilia una meta turistica imperdibile.  Ecco i luoghi più suggestivi sia dal punto di vista paesaggistico che artistico di quest’isola che ha affascinato e continua ad affascinare visitatori provenienti da tutto il mondo:
LA VALLE DEI TEMPLI DI AGRIGENTO: La Valle dei Templi di Agrigento, dichiarata dall’U.N.E.S.C.O. nel 1997 patrimonio dell’umanità, rappresenta la testimonianza più sublime della civiltà greca in Sicilia. La Valle dei Templi sorge nella parte più a sud sulle vestigia dell’antica città e comprende numerosi templi edificati nel V secolo a.C. Essi furono costruiti con tufi calcarei locali in stile dorico e rivolti verso est, per rispettare così il principio secondo cui la statua raffigurante la divinità, posta all’interno della cella d’ingresso, venisse illuminata dal sole nascente. Tra le campagne colme di mandorli in fiore, lo sguardo si posa sui meravigliosi ruderi del tempio di Castore e Polluce e del tempio di Giunone o sull’imponenza architettonica del Tempio della Concordia. Da non perdere il giardino di Kolymbetra nella zona archeologica. Si consiglia la visita ai templi nelle prime ore del mattino o nel tardo pomeriggio. Calcolate almeno mezza giornata per visitare tutti i templi. A gennaio e febbraio si godrà dei mandorli in fiore, che formano nuvole bianche sul verde dei prati e sul terriccio brullo delle colline. Ai fiori di mandorli è dedicata la sagra del “mandorlo in fiore”, una tradizione popolare che si svolge ogni anno nella valle dei templi nella prima settimana di febbraio, per festeggiare l’anticipo della primavera con il rifiorire dei mandorli, con la partecipazione di gruppi folcloristici provenienti da tutto il mondo.
SEGESTA (TP): Risalente al 425 a. C., si erge su di una collina a ovest del monte Bàrbaro, il bellissimo tempio, costruito dagli Elimi, popolazione mista di indigeni sicani e di stranieri immigrati (forse anatolici) in un paesaggio deserto e brullo che ne accentua la grandiosità. Oltre al tempio è presente, nell’area archeologica, il teatro greco, databile attorno alla metà del III secolo a.C., costruito dai greci sulla vetta del monte da cui è possibile godere l’incantevole panorama sulle colline e sul mare in lontananza. In estate si tengono rappresentazioni di drammi classici. Da Segesta prendono nome le terme segestane, sorgenti che sgorgano sulla riva del fiume Caldo, ma in parte all’interno di una grotta dove si è formata una sauna naturale; le acque sulfuree vengono utilizzate per bagni, fanghi e inalazioni. A pochi kilometri potete raggiungere Trapani, percorrendo la cosiddetta “via del sale”, ovvero la strada costiera che conduce a Marsala, fiancheggiata dalle saline e dai mulini a vento che offrono una vista bellissima. La città è dominata dal monte Erice, dove sorge l’omonimo borgo medievale, famoso per l’ottimo cous-cous e raggiungibile da Trapani in auto o con la funivia panoramica da cui si gode una suggestiva vista sulla “punta” più occidentale della Sicilia.
SELINUNTE (TP): il suo nome proviene dal fiume che scorre a ovest della città antica, il Selinon (oggi Modione) che deriva dal nome del prezzemolo selvatico, simbolo della città come attestato dalle monete. Questa colonia greca venne fondata nel 628 a.C. ed è la più occidentale della Sicilia. Sebbene sia una meta poco turistica, adombrata dalla vicinanza dei templi di Agrigento, Selinunte accoglie un’area archeologica di primaria importanza a livello mondiale, che vanta del parco archeologico più grande d’ Europa per estensione (270 ettari). Oltre al maestoso Tempio “E” si può visitare tutta l’area archeologica, tra irte stradine ciottolate e cespugli di macchia mediterranea. Scoprirete un paesaggio che vi toglierà il respiro. Raggiungendo la collina più alta scoprirete perché questi luoghi sono così unici: guardando il mare, davanti a voi l’Africa, dietro l’Europa ! In estate, dall’acropoli si può percorrere un breve sentiero che porta alla spiaggia per concedervi un bagno tra le acque in cui i templi si specchiano. Potrete poi ristorarvi nell’omonimo borgo di pescatori, ad est dell’area archeologica e gustare l’ottimo pesce fresco (in particolare il pesce azzurro) e le tante specialità gastronomiche siciliane. L’area è aperta dalle 9.00 a due ore dal tramonto (in estate intorno alle 18.30). Selinunte è raggiungibile percorrendo l’autostrada A 29 Palermo-Mazara del Vallo (uscita per Castelvetrano).
SIRACUSA: Città di mare che nel mare allunga con l’isola di Ortigia, Siracusa è adagiata lungo una baia. Il nome evoca subito il passato greco, i tiranni e la rivalità con Atene e con Cartagine, passato di cui la città conserva numerose testimonianze. Tra le stradine di Ortigia, invece, il tempo sembra essersi fermato in bilico tra il Medioevo e il barocco, tra scorci e antichi palazzi, che i lavori di restauro stanno restituendo all’originale bellezza. Da non perdere il teatro greco, l’orecchio di Dioniso, l’Annunciazione di Antonello da Messina e il seppellimento di S. Lucia del Caravaggio a Palazzo Bellomo, il giro in barca del porto e dell’Ortigia e la fonte Ciane dove cresce una ricca vegetazione di papiri unica in Italia. A Maggio e a Giugno, la città ospita la prestigiosa rassegna di teatro antico. Per i bambini, molto interessante e divertente è il teatro dei Pupi, sito nel quartiere ebraico di Ortigia, dove vengono allestiti degli spettacoli dei pupi che rappresentano la cultura siciliana. Accanto al teatro è visitabile la bottega in cui i pupi vengono allestiti e il museo.
TAORMINA: adagiata su un altopiano roccioso a 200m di altitudine, Taormina occupa una posizione stupenda sul mare e di fronte all’Etna. La bellezza mozzafiato del paesaggio e la suggestione delle sue testimonianze artistiche hanno resa famosa Taormina in tutto il mondo. Da non perdere la visita al teatro greco, risalente al III sec. a. C. trasformato poi dai Romani per ospitare i giochi circensi. In estate si danno spettacoli, e rappresentazioni classiche. Se volete approfittare delle belle spiagge la scelta cade sulla stagione estiva, mentre per un soggiorno più culturale meglio privilegiare un periodo più tranquillo. Il centro storico, popolato da negozi alla moda e raffinati ristoranti e bar, va visitato rigorosamente a piedi; lo scotto da pagare per l’impareggiabile panorama sono le salite e le scalinate.
RAGUSA E LA VAL DI NOTO: Ragusa è due città in una: la città alta, moderna, e Ibla, l’incantevole città bassa situata ad est, dall’intricato impianto medievale da percorrere rigorosamente a piedi. Da non perdere una passeggiata alla scoperta degli altri tesori del barocco del Val di Noto: Modica e Noto, dichiarati patrimonio mondiale dall’UNESCO. Modica è una cittadina chiusa in una stretta valle dove si ergono dei bellissimi edifici barocchi, tra cui la maestosa chiesa di S. Giorgio preceduta da una lunghissima scalinata dove è stata ambientata la fiction “Il commissario Montalbano”, protagonista dei romanzi di Camilleri. Modica è anche famosa per la produzione del cioccolato che viene preparato in svariate e “bizzarre” forme. Un altro gioiello della “Valle del Barocco” è Noto, una cittadina in provincia di Siracusa, la cui armoniosa bellezza nasce dal terribile terremoto del 1693 che rade a suolo la città e ne impone la ricostruzione a cui partecipano molti artisti siciliani. Tre le strade principali che corrono da est a ovest perchè il sole le illumini sempre. I palazzi sono maestosi, tutti costruiti nella pietra calcarea locale, tenera e compatta, dal candore che il tempo ha colorato creando quella magnifica tinta dorata e rosata accentuata dalla luce del tramonto.
PIAZZA ARMERINA (EN): La storia della città di Piazza (Armerina fu aggiunto nel 1862) ha inizio nel periodo normanno, ma il suo territorio fu abitato fin dalla preistoria, come dimostrano i ritrovamenti archeologici. La città dovette essere fiorente in epoca romana, come è testimoniato dalla splendida Villa romana del Casale dell’inizio del IV secolo d.C., con i suoi pavimenti in mosaico famosi in tutto il mondo. I mosaici colpiscono per l’eccezionale varietà di toni e soggetti. La Villa è stata iscritta nella lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Piazza Armerina è una città ideale per chi voglia trascorrere una piacevole vacanza all’insegna del relax e della cultura. Essa è, infatti, un felice connubio tra l’opera della natura e l’intervento dell’uomo. Circa 20.000 ettari di verdi e lussureggianti boschi ne mitigano il clima durante le calde giornate estive e la rendono località ideale di villeggiatura. E’anche una interessante città d’arte e ed i suoi numerosi monumenti, che rappresentano un patrimonio culturale inestimabile, meritano di essere riscoperti.
ETNA: con i suoi 3323m è la massima vetta della Sicilia e uno dei punti di maggiore interesse dell’isola, non solo per il suggestivo spettacolo offerto dall’attività vulcanica, ma anche per la possibilità di effettuare escursioni a piedi, il bici, sugli sci, a cavallo o in treno con la Circumetnea. Questa strada che corre intorno all’Etna permette di cogliere immagini sempre diverse del vulcano e di scoprire alcuni interessanti centri abitati, tra cui Bronte (il paese dei pistacchi). L’Etna può essere esplorato dal versante sud o dal versante nord. I due percorsi offrono panorami diversi: più brullo, nero e desertico il versante sud, mentre nel versante nord si raggiunge la graziosa cittadina di Zafferana Etnea, che, ad un altitudine di 600m, offre viste incantevoli sulla costa da Acireale a Taormina.
PALERMO: meta obbligata del Grand Tour di scrittori, poeti e artisti, sedotti dall’atmosfera orientaleggiante che vi si respira e dall’eclettica e multiforme bellezza. Tra vicissitudini belliche, speculazioni edilizie e spiacenti fatti di cronaca, Palermo è riuscita a conservare il fascino delle genti che l’hanno abitata: Bizantini, Arabi, Normanni, Svevi, Angioini e Spagnoli hanno lasciato la loro impronta nell’arte, nella cucina e nella vita della città stessa. Palermo occupa una posizione incantevole al centro di una baia. Alle sue spalle si estende una fertilissima pianura detta Conca D’oro per la fertilità dei suoi terreni, coltivati di agrumeti e oliveti. Da non perdere una visita nel centro storico ricco di monumenti arabo-normanni e barocchi: la imponente Cattedrale, La Cappella Palatina, S. Giovanni degli Eremiti, la chiesa sconsacrata di S. Maria dello Spasimo. Infine una visita meritano i pittoreschi e colorati mercati storici palermitani: uno snodarsi di tendoni colorati, con bancarelle variopinte, soprattutto quelle di frutta e pesce, illuminate da nude lampadine come rappresentato nel bellissimo dipinto di Guttuso “Vucciria” che è il nome del più famoso mercato del capoluogo siciliano animato dalle grida (“abbanniate” in dialetto) dei venditori. Vivacissimi sono anche il mercato di Ballarò e il mercato del Capo. Interessante è una visita al museo dei pupi Antonio Pasqualino dove si esibisce la compagnia di Mimmo Cuticchio. In fine d’obbligo è un ristoro nei locali palermitani più rinomati, come l’antica focacceria S. Franceso, o l’antico caffè di Spinnato dove gustare le specialità gastronomiche siciliane e in particolare palermitane come lo “sfincione”, ossia il pane pizza condito con salsa di pomodoro, cipolla, e pezzetti di formaggio tipico siciliano (chiamato caciocavallo). Il prodotto più originale viene però prodotto artigianalmente nei pressi di Porta Sant’Agata, e commercializzato da venditori ambulanti che girano per le vie della città a bordo di motoveicoli a tre ruote (“lapini”) ed invitano ad assaporare il loro prodotto con le tipiche “abbanniate”.
GIBELLINA (TP): paese simbolo del devastante terremoto che nel 1968 ha colpito i paesi della Valle del Belice; è l’ unica città costruita ex-novo in Italia nell’ era contemporanea, e merita una visita in un itinerario di viaggio in Sicilia, soprattutto per gli appassionati dell’arte contemporanea. Il paese è stato ricostruito a 18 Km dalle macerie dell’antico centro d’origine medievale. La Nuova Gibellina è stata pensata come un vero e proprio museo all’aperto, in cui opere d’arte contemporanea, realizzate da noti artisti come Accardi, Pomodoro, Consagra, Cagli, Cascella, Isgrò, Paladino, Varisco e Fontana e collocate lungo le strade, cercassero di alleviare la desolazione post-terremoto. Altre opere di maestri contemporanei (tra i quali Renato Guttuso e Fausto Pirandello) sono esposte al Museo civico d’Arte Contemporanea del paese. Emblema e accesso del nuovo centro è la porta di acciaio inox a forma di stella di Pietro Consagra (1980), chiamata “Ingresso al Bèlice”. Le rovine della Gibellina distrutta dal sisma sono state coperte con una colata di cemento e calce, un gigantesco lenzuolo sepolcrale, lacerato da fenditure: è “II Grande Cretto”, uno dei più monumentali esempi di land-art, opera di Alberto Burri. Qui vengono allestiti degli spettacoli delle “Orestiadi di Gibellina”, un’annuale rassegna estiva di prosa, cultura, arte visiva e musica etnica.
Francesca Billeri

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