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Roma | Viaggio nell’Impero…Cinese. Itinerario insolito nella Capitale

mercoledì, 2 febbraio 2011

ROMA VIAGGIO ITINERARIO CINESE MOSTRA / ROMA – L’anno della cultura cinese in Italia si è chiuso a Roma con l’installazione di migliaia di lanterne lungo i fori e con l’illuminazione rossa del Colosseo in occasione della visita di Hu Jintao. Passate le polemiche, sono diverse le iniziative che celebrano anche quest’anno i rapporti tra Roma e la Cina, nell’ottica di contribuire a quel duro processo di integrazione che, da ormai un decennio, sta travolgendo la comunità cinese capitolina. Un’idea fuori dalle solite rotte turistiche potrebbe essere quella di seguire le tracce del Celeste Impero nella capitale augustea. Il mese di Febbraio, in particolare, è perfetto per questo itinerario, perché proprio in questo periodo verrà celebrato il Capodanno cinese, i cui festeggiamenti culmineranno il 17 con la processione delle lanterne in Piazza Vittorio.

La visita della mostra ‘I due Imperi, l’Aquila e il Dragone’ presso Palazzo Venezia potrebbe essere un buon punto di partenza. Nel percorso, vengono confrontati gli imperi cinese e romano e viene messo in luce come, pur diversissimi, siano accomunati da una struttura politica e ideologica simile. Dopo la mostra, è interessante continuare l’indagine sul mondo antico cinese dando uno sguardo ai numerosi antiquari che, seguendo l’ascesa dell’arte orientale, si occupano di pezzi cinesi. Hutong, vicino a Piazza del Popolo, è specializzato in mobili tra il VII e X secolo ma propone anche oggetti più piccoli come fermacapelli di giada, gioielli e antiche sete tradizionali.

A stimolare l’appetito ci pensa invece Hang Zhou. Il ristorante, che vanta frequentazioni di  altissimo livello (Lang Lang, Alemanno e Vissani e tanti altri), prepara piatti davvero cinesi e propone, accanto a un menu fisso, specialità diverse giorno. Per i cuochi provetti o presunti tali, nel quartiere Esquilino, vera Chinatown capitolina, si trovano diversi negozi che offrono un vasto assortimento di cibi cinesi, oltre che tutti gli utensili per cucinarli: Xion Ling per esempio, oltre a vendere preparazioni cinesi di ogni tipo, propone risiere, vaporiere di bambù e servizi di ceramica con preziose bacchette.

Nella stessa zona, si possono acquistare libri sulla cultura cinese da Orientalia, che offre anche vocabolari, libri in lingua ed è sede dell’omonima casa editrice. Vicino alla libreria, vale la pena far visita al Tempio Buddista Cinese,  ospitato in un garage ma attivissimo nell’organizzazione di rituali e cerimonie religiose per la comunità cinese. Passando per Piazza Vittorio, è poi possibile osservare diversi gruppi di persone che praticano a ogni ora del giorno Tai ji quan e Falun dafa (arti marziali tradizionali) e che non esitano a insegnare ai curiosi le mosse base.

Per concludere il pomeriggio, si potrebbe infine tornare nel centro città per assistere ad uno dei riti più tradizionali della
Cina, quello del tè. Bibliotèq, vicino al Pantheon, offre un assortimento di circa duecento tè cinesi che possono essere sorseggiati in una sala specializzata rivivendo un rituale millenario.

Perché la presenza della Cina in Italia non deve essere considerata solo un’invasione, ma un incontro con un mondo affascinante che aggiunge, piuttosto che togliere, nuove sfumature alla cultura italiana.

Cristina Mauri

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