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Guida | Milano, elegante ritorno al passato. Tour fra arte, shopping e buon cibo

martedì, 1 febbraio 2011

GUIDA MILANO TOUR LOCALI STORICI / MILANO – Un tempo le signorine della Milano bene non giravano con le calze rotte e non pasteggiavano a mojito o vodka-lemon. Il rito dell‘aperitivo iniziava presto e finiva ancor più presto e le uscite serali, quando non terminavano appunto di sera, vedevano la partecipazione di personalità internazionali come Andy Wharol o Grace Jones. Tuttavia quella Milano, che si è arricchita negli anni ’50 per poi impazzire negli ’80, nell’ultimo ventennio è un pò scomparsa, inghiottita dalla globalizzazione.

Ecco a voi un itinerario, una sorta di percorso archeologico, tra quel che resta della Milano del passato. Sebbene con un po’ di nostalgia, si potranno rivivere i fasti del capoluogo meneghino e riassaporare quel gusto perduto di eleganza e sobria internazionalità.

La giornata potrebbe iniziare dalla pasticceria Cova in via Montenapoleone; fondata da un soldato di Napoleone, ha servito cappuccini ai patrioti delle Cinque Giornate, Mazzini, Garibaldi e Verga. Nella stessa zona, si può far visita allo storico negozio Borsalino, i cui cappelli, celebrati proprio in questo periodo da una mostra alla Triennale, sono stati indossati da Fellini, Humprey Bogart e Katharine Hepburn. Lì attorno, si trova anche lo storico panificio Luini, che dagli anni ’40 prepara i migliori panzerotti fritti della città. Per le signore, è d’obbligo una visita alla pellicceria Dellera, dove Richard Burton comprava zibellini per l’amata Liz Taylor.

Tornando verso la galleria, si passa da Piazza Duomo, dove pochi mesi fa è stato inaugurato il Museo del ‘900. L’allestimento, al cui ingresso si trova un’enorme passerella a spirale, ripercorre attraverso le opere dei maggiori artisti della prima metà
del secolo la storia del nostro paese, con un focus particolare sul capoluogo meneghino. Per rimanere in tema con la visita (Boccioni lo ha celebrato in diversi quadri), si può prendere un aperitivo Zucca nell’omonimo locale e poi pranzare nella gastronomia Peck, fondata alla fine del ‘800 da un salumiere di Praga e ancora oggi massima istituzione per un pasto veloce ma gourmand.

Nel pomeriggio, il viaggio nella Milano del passato esplora i decenni più recenti della città. La zona di Brera era negli anni ’60 il ritrovo di artisti e intellettuali (Manzoni, Mulas, Fontana, Ginsberg), grandi habitué dei bar Genis e Giamaica, quest’ultimo famoso grazie alle Caesar Salad di un giovanissimo Gualtiero Marchesi. Per rivivere le atmosfere dell’epoca, si potrebbe far una sosta alla Galleria Miniaci Art che, oltre a selezionare le opere di artisti italiani e internazionali contemporanei, sta collaborando attualmente con la mostra dedicata a Mimmo Rotella e Alda Merini. Per entrare appieno nello stile vintage del quartiere, vale la pena far visita a Cavalli e Nastri, dove è possibile acquistare (o quantomeno provare) splendidi abiti Dior anni ’50, Pucci anni ’60 e folli Versace risalenti al decennio degli ’80. Con un look del genere, la serata va conclusa obbligatoriamente al Plastic. Sebbene le frequentazioni siano decisamente cambiate rispetto a vent’anni fa, la sua atmosfera chic alternativa lo rende attraente per chiunque voglia riassaporare, sebbene con un po’ di malinconia, quella Milano da bere che si sta pian piano esaurendo sotto gli occhi, forse troppo complici, di molti cittadini.

Cristina Mauri

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