ViaggiNews

Spiritualità | Medjugorje un miracolo a portata di mano

lunedì, 11 ottobre 2010

Spiritualità / Medjugorje – 25-06-1981 alle ore 18 circa: hanno inizio le apparizioni della Madonna a Medjugorje.

Il cielo e il sole a Medjugorje foto del 02.10.2010

Sei giovani della parrocchia di Medjugorje, Ivanka Ivankovic, Mirjana Dragicevic, Vicka Ivankovic, Ivan Dragicevic, Ivan Ivankovic e Milka Pavlovic (questi ultimi due solo in questo giorno), vedono sulla collina Crnica (nella frazione di Biakovici, una delle quattro che formano il villaggio di Medjugorje), nel luogo chiamato Podbrdo, un’apparizione, una figura bianca con un bambino nelle braccia. Sorpresi e spaventati, non si avvicinano ad essa.

Cielo di Medjugje

Il giorno dopo alla stessa ora, il 25/06/1981, quattro di loro, Ivanka Ivankovic, Mirjana Dragicevic, Vicka Ivankovic ed Ivan Dragicevic, si sentono fortemente attirati verso il posto dove, il giorno precedente, hanno visto quella che hanno riconosciuto come la Madonna. Marija Pavlovic e Jakov Colo li raggiungono. Il gruppo dei veggenti di Medjugorje e’ cosi formato. Pregano con la Madonna e parlano con essa. Da questo giorno hanno le apparizioni quotidiane, insieme o separatamente. Milka Pavlovic ed Ivan Ivankovic non hanno mai piu visto la Vergine.
Le apparizioni non sono legate a Medjugorje, ma alle persone: dovunque esse camminino per il mondo, li cammina anche Maria

Međugorje (pronuncia croata e bosniaca [ˈmɛdʑu.ɡɔːrjɛ]), scritto anche Medjugorje, è un piccola località del comune di Čitluk, oggi parte del cantone dell’Erzegovina-Narenta, della Federazione di Bosnia-Erzegovina, in Bosnia-Erzegovina.

Il paese si trova ad un’altitudine di circa 200 metri sopra il livello del mare, e ha un clima tipicamente mediterraneo. I suoi cittadini sono prevalentemente di etnia croata, e di numero circa pari a 4000 abitanti.

Il paese è la frazione principale di una parrocchia formata da cinque villaggi: Međugorje, Bijakovići, Vionica, Miletina e Šurmanci, con popolazione a maggioranza croata e cattolica, ed è situato alla base di due colline, il Križevac e il Podbrdo (il nome Međugorje significa proprio “fra i monti”). Il suo patrono è San Giacomo.

Età moderna :
A est del paese, nella valle del Narenta, è sito sin dal 1566 un monastero serbo-ortodosso di Žitomislić. Una lapide del medioevo é presente nel cimitero cattolico Groblje Srebrenica nel centro di Miletina. Sempre a Miletina sono stati rinvenuti dei resti dell’impero romano.

Età contemporanea:
Nel 1882 fu costruita la linea ferroviaria tra Mostar e la costa adriatica della Dalmazia, con una stazione nel borgo di Šurmanci.

La parrocchia cattolica di San Giacomo fu eretta nel 1892 dal vescovo di Mostar, Paškal Buconjić. Il crocifisso alto ben dodici metri, posto sul monte della Croce, anche noto come Križevac, completa la Via Crucis križni put. Fu completata nel 1934.

Durante la seconda guerra mondiale:
Nel 1941, quando Međugorje apparteneva allo Stato Indipendente di Croazia, il monastero di Žitomislić fu saccheggiato dagli Ustascia, e il refettorio fu dato alle fiamme.

Il 21 giugno del 1941, alcuni membri Ustasciacommisero un massacro nel borgo di Šurmanci, trucidando 559 civili serbi. Il vescovo di Mostal Alojzije Mišić scrisse una lettera di protesta allárcivescovo di Zagabria Aloysius Stepinac.

Il governo comunista della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia ebbe língrato compito di riesumare i corpi e riseppellirli nel vicino cimitero di Čapljina nel 1989.

Durante le guerre jugoslave:
Durante le guerre jugoslave Međugorje rimase nelle mani del consiglio di difesa croato e nel 1993 diventó parte della non riconosciuta Repubblica Croata dell’Herceg-Bosna. Con l’Accordo di Dayton nel 1995, Međugorje fu accorpata alla Federazione di Bosnia-Erzegovina, popolata sia da bosniaci che croati.

Nel 1992 il paese di Međugorje fu il punto di partenza della pulizia etnica da parte del consiglio di difesa croato, che voleva la completa distruzione del monastero serbo-ortodosso di Žitomislić . Dal 1993, i signori della guerra croati costruirono cinque campi di concentramento, tra cui quello di Dretelj , dove prigionieri serbi e bosniaci furono torturati e uccisi. La collina delle apparizioni, il Podbrdo, di proprietá dell’Ordine francescano, fu usata come zona per testare lanciagranate, dalla milizia locale.

Il 2 aprile 1995 all’apice del conflitto con la diocesi locale, il vescovo Ratko Perić fu rapito dai miliziani croati, percosso e e portato alla cappella dove fu tenuto in ostaggio per dieci ore. Grazie all’aiuto della Forza di protezione delle Nazioni Unite, il maggiore di Mostar riuscí a liberare il vescovo senza spargimenti di sangue. I taccuini di guerra di Ratko Mladic rappresentano una testimonianza unica del conflitto in Bosnia Herzegovina (aprile 1992-dicembre 1995), sono la guerra vista dalla parte serba. Mladic vi annotava le riunioni dello Stato maggiore, i suoi appuntamenti con politici e diplomatici, gli acquisti di armi. L’uomo responsabile dell’assedio di Sarajevo e del massacro di Srebrenica scriveva poco delle sue personali impressioni, dei suoi pensieri e delle sue riflessioni ma riportava con cura quanto gli veniva raccontato dai vari interlocutori.

I taccuini erano stati trovati dalla polizia nel corso di due sopralluoghi al domicilio della moglie di Mladic, nel dicembre 2008 e poi nel febbraio di quest’anno. La donna li aveva nascosti nel granaio della casa di Belgrado. Il Tribunale penale internazionale dell’Aja li ha esaminati e registrati come autentici nell’agosto scorso. L’intero dossier comprende 18 taccuini, per un totale di 4000 pagine. Quanto scritto da Mladic conferma sino a che punto il conflitto fosse pilotato da Slobodan Milosevic. Mladic non faceva mistero della sua opposizione ai molteplici piani di pace proposti dalla comunità internazionale e rivelava le tensioni con Belgrado quando Milosevic (trovato morto nella sua cella all’Aja nel 2006, mentre era in corso il suo processo per crimini di guerra) aveva deciso che quel conflitto stava durando troppo. Per contro gli scritti non svelano nulla riguardo al genocidio di Srebrenica, quando nel luglio del 1995 erano stati massacrati migliaia di musulmani bosniaci. Sembra strano, ma diverse pagine sono state strappate e forse erano proprio quelle relative al massacro. Il generale scriveva anche del sostegno alla Serbia da parte di Grecia e Russia, del piano per prelevare i fondi necessari a corrompere membri del Congresso americano. Gli appunti vanno sino al 28.11.1996, quasi un anno dopo la fine del conflitto. Fra le ultime annotazioni di Mladic la sua passione per l’occulto, il resoconto delle visite ad una medium e la ricerca di un contatto con Ana, la figlia morta suicida a Belgrado nel 1994.

Il latitante Ratko Mladic è uno degli ultimi fuggitivi (160 sono stati catturati dalla fine del conflitto) ricercati dalla giustizia internazionale per i crimini commessi nella ex-Jugoslavia. Negli anni non sono mancati gli avvistamenti, anche comprovati da materiale audiovisivo. Mladic sarebbe stato visto in Montenegro, addirittura a Belgrado mentre assisteva ad un incontro di calcio, a Mosca, ad Atene. Lo scorso aprile un giornale serbo aveva scritto della sua presenza in un’azienda agricola ad un’ottantina di chilometri da Belgrado, dove si sarebbe fatto ricoverare per curare una grave forma di depressione attraverso una terapia di “duro lavoro”.

Sviluppo dopo la guerra:
Dopo la fine della guerra, finalmente ritornó la pace; truppe dell’ONU furono stanziate nell’ovest della Herzegovina. Gli sforzi del politico Ante Jelavić di creare un’entitá croata furono inutili, e Međugorje rimase parte della Federazione di Bosnia-Erzegovina.

Il piccolo borgo ebbe un boom economico; in pochi anni migliaia di alberghi furono eretti per far fronte al crescente numero di pellegrini. Infatti il villaggio di Medjugorje é visitato ogni anno da più di un milione di pellegrini da tutto il mondo che si recano per visitare i posti delle apparizioni.

Come arrivarci:

A Mostar si trova un aeroporto internazionale, distante circa 20 chilometri da Međugorje. Questo fu chiuso nel 1991 e riaperto ad uso civile nel 1998, altra opzione l’aereoporto di Spalato e pulman circa 3 ore di viaggio da Spalato, con pulman che partono dalla mattina alle 6.

La rete stradale invece, giá dopo la guerra jugoslava fu espansa.

Come linea ferroviaria, il vicino centro di Neretva ha una sua stazione ferroviaria, posta lungo la linea Ploče-Sarajevo.

Ultimo messaggio della Vergine Maria del 02.10.2010:

Cari figli, oggi vi invito ad una umile, figli miei, umile devozione. I vostri cuori devono essere giusti. Che le vostre croci siano per voi un mezzo nella lotta contro il peccato odierno. Che la vostra arma sia sia la pazienza che un amore sconfinato. Un amore che sa aspettare e che vi renderà capaci di riconoscere i segni di Dio, affinché la vostra vita con amore umile mostri la verità a tutti coloro che la cercano nella tenebra della menzogna. Figli miei, apostoli miei, aiutatemi ad aprire le strade a mio Figlio. Ancora una volta vi invito alla preghiera per i vostri pastori. Con loro trionferò. Vi ringrazio.

Tags:

Altri Articoli Interessanti: